Il venditore di auto usate deve risarcire il danno in caso di sequestro del veicolo

Tribunale di Arezzo, 20 marzo 2018, n. 319

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Il venditore di auto usate deve risarcire il danno  in caso di sequestro del veicolo

Il venditore di auto usate deve risarcire il danno all’acquirente in caso di sequestro del veicolo con telaio contraffatto

Il venditore di un autoveicolo risultato rubato e contraffatto nei dati identificativi risponde, ai sensi dell’art. 1494 c.c., del danno patito dall’acquirente in conseguenza del sequestro penale del mezzo, se non prova di averne ignorato senza colpa la provenienza furtiva.

Il venditore di auto usate è responsabile per evizione totale della cosa venduta ex art. 1483 c.c. nel caso in cui l’automobile ceduta all’ignaro acquirente venga sottoposta a sequestro penale, essendo risultata rubata.
A tale riguardo la Suprema Corte, con sentenza n 28807 del 2008 ha precisato che tale condotta integra una responsabilità ai sensi dell’art. 1494 c.c.
Secondo un consolidato indirizzo giurisprudenziale, infatti, la vendita di una autovettura immatricolata con falsa documentazione e recante il numero di telaio contraffatto configura una ipotesi di inadempimento contrattuale, diversamente dalle ipotesi di vendita di cosa affetta da vizi o mancante delle qualità promesse che integra la fattispecie dell’inesatto adempimento (Cass., 30.3.2006 n. 7561; Cass., 1.7.1996 n. 5963).

Alla luce di tale orientamento gravava quindi sul venditore la responsabilità risarcitoria di cui all’art. 1494 c.c., ed opera a suo carico la presunzione di colpa stabilita dal primo comma di tale disposizione (Cass. 26.4.1991 n. 4564; Cass., 19.7.1995 n. 7863; Cass., 20.5.1997 n. 4464).
Per superare tale presunzione il venditore non può limitarsi a dimostrare la propria ignoranza circa la provenienza del veicolo, ma deve dimostrare di essersi attivato, alla stregua della diligenza professionale da lui esigibile, per compiere i dovuti accertamenti prima della vendita (Cass.n. 28807/2008).

Testo integrale della sentenza: Tribunale di Arezzo, 20 marzo 2018, n. 319