Vietato introdurre il telefono cellulare all’interno della cabina elettorale

Cassazione penale, sez. V, 1 marzo 2018, n. 9400

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Vietato introdurre il telefono cellulare all’interno della cabina elettorale

Introdurre il telefono cellulare o qualsiasi altro strumento atto a fotografare all’interno della cabina elettorale è vietato e tale condotta costituisce reato.
La fattispecie viene integrata per il solo fatto di aver introdotto tali strumenti nella cabina elettorale mentre l’invito, da parte del presidente del seggio elettorale, a consegnare il telefono non costituisce elemento costitutivo del reato. In altri termini il reato si configura a prescindere dal fatto che il presidente abbia preventivamente rivolto all’elettore l’invito a consegnare il telefono e tale invito sia stato disatteso.

«Il testo dell’art. 1 D.L. 1 aprile 2008 n. 49, conv. in legge 30 maggio 2008 n. 96 è il seguente:

“1. Nelle consultazioni elettorali o referendarie è vietato introdurre all’interno delle cabine elettorali telefoni cellulari o altre apparecchiature in grado di fotografare o registrare immagini.
2. Il presidente dell’ufficio elettorale di sezione, all’atto della presentazione del documento di identificazione e della tessera elettorale da parte dell’elettore, invita l’elettore stesso a depositare le apparecchiature indicate al comma 1 di cui è al momento in possesso.
3. Le apparecchiature depositate dall’elettore, prese in consegna dal presidente dell’ufficio elettorale di sezione unitamente al documento di identificazione e alla tessera elettorale, sono restituite all’elettore dopo l’espressione del voto. Della presa in consegna e della restituzione viene fatta annotazione in apposito registro.
4. Chiunque contravviene al divieto di cui al comma 1 è punito con l’arresto da tre a sei mesi e con l’ammenda da 300 a 1000 Euro”.

L’interpretazione letterale di tale norma non si presta ad equivoci, nel senso che la condotta costituente reato è esclusivamente quella descritta nel comma primo della stessa – l’introduzione nella cabina elettorale di strumenti atti a fotografare l’espressione del voto – a cui, difatti, fa esclusivo riferimento il comma quarto nel prevedere la sanzione penale in caso di sua inosservanza.
I commi secondo e terzo della norma in oggetto dettano solo le condotte di cui il presidente del seggio è onerato, la cui inosservanza peraltro è priva di conseguenze penali per il medesimo. Dal che si deduce come tali ulteriori condotte, ed in particolare l’invito del presidente all’elettore a depositare le apparecchiature di registrazione, previsto dal comma secondo, non costituiscono alcuna condizione di procedibilità o di punibilità della condotta descritta al primo comma

Testo integrale della sentenza: Cassazione penale, sez. V, 1 marzo 2018, n. 9400