Differenza tra la clausole claims made e losses occurring

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Cosa è la clausola claims made ed in cosa differisce una polizza con tale clausola dalle polizze losses occurring?

Secondo l’art. 1917, 1° comma, del Codice Civile “Nell’assicurazione della responsabilità civile l’assicuratore è obbligato a tenere indenne l’assicurato di quanto questi, in conseguenza del fatto accaduto durante il tempo dell’assicurazione, deve pagare a un terzo, in dipendenza della responsabilità dedotta nel contratto. Sono esclusi i danni derivanti da fatti dolosi”.
Si evince quindi chiaramente che, di norma, l’assicurazione tiene indenne l’assicurato per fatti verificatisi durante la vigenza del contratto di assicurazione. Tale modello, secondo la terminologia inglese è denominato “losses occurring”.
Ma è possibile assicurarsi per fatti accaduti prima della sottoscrizione del contratto di assicurazione?
La risposta è affermativa. La clausola dei contratti di assicurazione che prevede tale possibilità è la cosiddetta clausola “claims made”.

La clausola claims made – espressione inglese che potrebbe tradursi con “a richiesta fatta” – prevede che il sinistro venga “attivato” dalla richiesta di risarcimento ricevuta dall’assicurato e non dal verificarsi del fatto dannoso.
In particolare può accadere che l’assicurato riceva una richiesta di risarcimento per fatti verificatisi anche parecchio tempo prima.
La clausola claims made contempla dunque il possibile sfasamento tra prestazione dell’assicuratore (obbligo di indennizzo in relazione all’alea del verificarsi di determinati eventi) e controprestazione dell’assicurato (pagamento del premio), nel senso che possono risultare coperti da assicurazione comportamenti dell’assicurato anteriori alla data di conclusione del contratto, qualora la domanda di risarcimento del danno sia per la prima volta proposta dopo tale data.

La differenza tra una polizza assicurativa in regime claims made ed una in regime loss occurring si evidenzia in particolare nel caso della responsabilità professionale, in cui tra il momento in cui il professionista commette l’errore professionale ed il momento in cui il cliente ha percezione dell’errore professionale può passare molto tempo.
La clausola contrattuale “claims made” si rinviene solitamente nelle polizze sotto il titolo “Inizio e termine della garanzia” e copre, come detto, la responsabilità civile dell’assicurato per le richieste di risarcimento avanzate nei suoi confronti e denunciate dopo il perfezionamento del contratto di assicurazione e fino alla sua scadenza, indipendentemente dal momento in cui si è verificato il fatto o il danno.
Sempre al riguardo dello sfasamento tra evento dannoso e periodo di vigenza del contratto di assicurazione può essere altresì prevista la c.d. “garanzia postuma” ossia la possibilità di estendere la garanzia per un periodo di tempo determinato successivo alla scadenza della Polizza (ad esempio nei casi di cessazione dell’attività o di morte del professionista assicurato) per gli errori posti in essere durante il periodo di validità della copertura (RC Postuma).

In definitiva meccanismo previsto dal modello claims made può consentire:

  • la retroattività della garanzia assicurativa a fatti e danni antecedenti la data di stipulazione della polizza (fino ad arrivare alla data di inizio dell’attività professionale);
  • la contemporanea copertura di fatti e danni accaduti durante il periodo contrattuale per cui è stata formalizzata una richiesta di risarcimento portata a conoscenza dell’assicuratore durante il periodo stesso.

La natura giuridica della formula claims made è stata in oggetto di un acceso dibattito anche giurisprudenziale. Si segnalano a tale riguardo in particolare le sentenze della Suprema Corte di Cassazione n. 12870/2016 e n. 22473/2018.