Il contratto di comodato deve essere registrato?

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Il contratto di comodato deve essere registrato?

Il contratto di comodato per la sua validità non richiede la forma scritta. Se stipulato in forma scritta il contratto di comodato deve essere registrato entro venti giorni dalla data dell’atto.

Dispone l’art. 1803 del Codice Civile che “Il comodato è il contratto col quale una parte consegna all’altra una cosa mobile o immobile, affinché se ne serva per un tempo o per un uso determinato, con l’obbligo di restituire la stessa cosa ricevuta. Il comodato è essenzialmente gratuito”.
Il contratto di comodato per la sua validità non richiede la forma scritta e, spesso, un bene viene concesso in comodato sulla scorta di un accordo verbale o anche solo per in base ad una situazione di fatto. Il mettere a disposizione di un’altra persona senza alcun corrispettivo un bene proprio, in quanto di esso si è proprietari o di cui si ha la disponibilità in ragione di altro titolo, integra il contratto di comodato.

Accade tuttavia che le parti, specie se il bene concesso in comodato è di un valore non esiguo, decidano di redigere un contratto scritto di comodato. Questo accade specialmente per i beni immobili o per gli autoveicoli.
Se stipulato in forma scritta il contratto di comodato è soggetto a registrazione e quindi al versamento dell’imposta di registro, sebbene vi siano differenze tra comodato di beni mobili e comodato di beni immobili.

Più precisamente i contratti di comodato di beni immobili sono soggetti a registrazione se:

  • Redatti in forma scritta: in tal caso la registrazione deve essere effettuata entro 20 giorni dalla data dell’atto;
  • Stipulati in forma verbale, di essi si fa menzione in altro atto sottoposto a registrazione.

Per quanto riguarda i beni immobili si tratta di registrazione a termine fisso (art. 5, Parte I, della Tariffa DPR 131/1986) e l’importo dell’imposta di registro è di € 200,00.

Per quanto riguarda i beni mobili invece la registrazione del contratto scritto non deve avvenire a termine fisso (ovvero entro un certo numero di giorni dalla stipula del contratto) bensì è prevista solo in caso di uso cioè se una delle parti abbia la necessità di azionare il contratto. Anche in questo caso le scritture private non autenticate aventi per oggetto il comodato di beni mobili sono soggette all’imposta di registro nella misura di € 200,00 (art. 3, Parte II, della Tariffa DPR 131/1986)

Ancorchè non necessaria ai fini della validità del contratto di comodato, la forma scritta e la conseguente registrazione del comodato di beni immobili sono necessarie al fine di fruire dell’agevolazione IMU/TASI introdotta dalla legge di stabilità 2016.
La legge di stabilità 2016 (articolo 1, comma 10, della legge 208/2015) prevede che la base imponibile ai fini IMU/TASI possa essere ridotta del 50% per le unità immobiliari (ad eccezione di quelle classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9) concesse in comodato dal soggetto passivo ai parenti in linea retta, entro il primo grado, che le utilizzano come abitazione principale (è il caso, ad esempio, del padre che concede in comodato gratuito un appartamento al figlio per farne la propria abitazione di residenza). Per usufruire di tale agevolazione è necessario registrare il contratto di comodato.
Per tali contratti la registrazione potrà essere effettuata presentando a un qualunque ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate. A tal fine sono necessari

  • il modello di richiesta di registrazione (modello 69) in duplice copia in cui, come tipologia dell’atto, dovrà essere indicato ”Contratto verbale di comodato”
  • ricevuta del pagamento di 200 euro per l’imposta di registro effettuato con modello F23 (codice tributo 109T).

Per i contratti di comodato in forma scritta è inoltre dovuta l’imposta di bollo, che è assolta con i contrassegni telematici (ex marca da bollo) aventi data di emissione non successiva alla data di stipula. L’importo dei contrassegni deve essere di 16 euro ogni 4 facciate scritte e, comunque, ogni 100 righe.