Cosa si intende per lavoro agile o smart working ?

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 Cosa si intende per lavoro agile o smart working ?

Il lavoro agile o smart working è una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato in assenza di vincoli orari o spaziali del eventuale supporto di strumenti tecnologici.

Il lavoro agile o smart working è una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato caratterizzato dall’assenza di vincoli orari o spaziali e un’organizzazione per fasi, cicli e obiettivi, stabilita mediante accordo tra dipendente e datore di lavoro; una modalità che aiuta il lavoratore a conciliare i tempi di vita e lavoro e, al contempo, favorire la crescita della sua produttività.

Lavoro agile nella Legge 81/2017

La definizione di smart working, contenuta nella legge n. 81/2017, pone l’accento sulla flessibilità organizzativa, sulla volontarietà delle parti che sottoscrivono l’accordo individuale e sull’utilizzo di strumentazioni che consentano di lavorare da remoto (come, ad esempio, pc portatili, tablet e smartphone).

In particolare l’art. 18 della Legge 81/2017 definisce il «lavoro lavoro agile quale modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato stabilita mediante accordo tra le parti, anche con forme di organizzazione per fasi, cicli e obiettivi e senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro, con il possibile utilizzo di strumenti tecnologici per lo svolgimento dell’attività lavorativa. La prestazione lavorativa viene eseguita, in parte all’interno di locali aziendali e in parte all’esterno senza una postazione fissa, entro i soli limiti di durata massima dell’orario di lavoro giornaliero e settimanale, derivanti dalla legge e dalla contrattazione collettiva».

Ai lavoratori agili viene garantita la parità di trattamento – economico e normativo – rispetto ai loro colleghi che eseguono la prestazione con modalità ordinarie. È, quindi, prevista la loro tutela in caso di infortuni e malattie professionali, secondo le modalità illustrate dall’INAIL nella circolare n. 48/2017.
Il datore di lavoro è responsabile della sicurezza e del buon funzionamento degli strumenti tecnologici assegnati al lavoratore per lo svolgimento dell’attività lavorativa (comma 2 dell’art. 18 L. 81/2017).

Origine del lavoro agile o smart working

Il percorso che ha portato all’approvazione della normativa in vigore è stato avviato nel 2014 con la proposta di legge finalizzata a dare maggiore flessibilità al mercato del lavoro. In questa sede venne introdotto il termine lavoro agile (accanto a quello di smart working) per identificare la tipologia di lavoro nota nel mondo anglosassone come telecommuting (telelavoro). La proposta è stata poi rilanciata in un disegno di legge collegato al Patto di stabilità 2016 a completamento delle iniziative di riforma del mercato del lavoro nota come Jobs Act Per le Amministrazioni Pubbliche con il Decreto Madia vengono introdotte le nuove misure per la promozione della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Il Decreto prevede che la pubblica amministrazione adotti misure volte a:

  • fissare obiettivi per l’attuazione del lavoro agile, con l’obiettivo di raggiungere il 10% del personale coinvolto entro tre anni;
  • sperimentare il lavoro agile anche al fine di favorire la conciliazione vita lavoro;
  • garantire che i dipendenti che si avvalgono del lavoro agile non subiscano penalizzazioni economiche e di progressione di carriera;
  • valorizzare il personale e le risorse strumentali disponibili per migliorare produttività ed efficienza;
  • responsabilizzare la dirigenza anche rafforzando i sistemi di misurazione e valutazione delle performance.

Il 13 giugno del 2017 è stata promulgata la Legge 81/2017 che negli articoli 18 – 24 disciplina le misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato. Le nuove norme si applicano a tutte le forme di lavoro subordinato, sia per le imprese, sia per le amministrazioni pubbliche.

Per favorire la piena attuazione delle disposizioni di legge per la pubblica amministrazione la Presidenza del Consiglio ha emanato il 26 giugno del 2017 le linee guida in materia di promozione della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Gli aspetti di maggior rilievo della Direttiva riguardano:

  • Gli obiettivi numerici da raggiungere (il 10% entro 3 anni).
  • La misurazione della performance organizzativa e valutazione del management.
  • Gli aspetti organizzativi, di relazioni sindacali e di monitoraggio.
  • Le infrastrutture informatiche abilitanti e sicurezza dei dati.
  • La sperimentazione di forme di lavoro agili (che affianchino il telelavoro ed il delocalizzato).
  • La gestione della sicurezza sul lavoro.

La tematiche dell’obbligo assicurativo e della tutela della salute e sicurezza dei lavoratori, sono state delineate con la Circolare INAIL 48/2017

Lavoro agile durante l’emergenza Covid-19

Durante l’emergenza COVID-19 il Governo ha emanato delle disposizioni di legge per favorire l’adozione del lavoro agile semplificando alcune delle disposizioni previste nella L. 81/2017. Infatti, l’articolo 4 “Ulteriori misure sull’intero territorio nazionale”, stabilisce che “la modalità di lavoro agile disciplinata dagli articoli da 18 a 23 della legge 22 maggio 2017, n. 81, può essere applicata, per la durata dello stato di emergenza di cui alla deliberazione del Consiglio dei ministri 31 gennaio 2020, dai datori di lavoro a ogni rapporto di lavoro subordinato, nel rispetto dei principi dettati dalle menzionate disposizioni, anche in assenza degli accordi individuali ivi previsti. Gli obblighi di informativa di cui all’art. 22 della legge 22 maggio 2017, n. 81, sono assolti in via telematica anche ricorrendo alla documentazione resa disponibile sul sito dell’Istituto nazionale assicurazione infortuni sul lavoro”.