Limiti alla vendita di alcolici

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 Limiti alla vendita di alcolici

Limiti vendita alcolici: limiti di età, orari e luoghi in cui può avvenire la vendita e la somministrazione di alcolici

Quanti anni bisogna avere per comperare delle bevande alcoliche? Cosa rischia l’esercente di un locale pubblico nel vendere bevande alcoliche ad un minorenne? Fino a che ora possono essere vendute bevande alcoliche?

La normativa a cui fare riferimento per rispondere ai sopra indicati quesiti è rappresentata principalmente dall’art. 689 del Codice Penale e dalla Legge n. 125/2001 (Legge quadro in materia di alcol). Dette norme disciplinano sia la vendita di bevande alcoliche e superalcoliche sia sotto il profilo dell’età degli acquirenti che degli orari e dei luoghi dove la vendita o la somministrazione possono avvenire.

Limiti di età per la vendita e somministrazione di alcolici

In generale sussiste il divieto assoluto di somministrazione e vendita di alcolici di bevande alcoliche ai minori di 18 anni. Il divieto è contenuto nell’art. 14-ter della L. 125/2001 tanto che chiunque vende bevande alcoliche ha l’obbligo di chiedere all’acquirente, all’atto dell’acquisto, l’esibizione di un documento di identità, tranne che nei casi in cui la maggiore età dell’acquirente sia manifesta. Se la vendita o la somministrazione vengono effettuate a minori di anni diciotto è prevista una sanzione amministrativa pecuniaria da € 500 ad € 2.000 euro con la sospensione dell’attività da quindici giorni a tre mesi.
Se l’acquirente di bevande alcoliche non è solo minorenne ma ha meno di sedici anni l’esercente è soggetto anche a sanzione penale. L’articolo 689 c.p. punisce con l’arresto fino a un anno chi somministra alcol a un minore degli anni sedici o a persona che appaia affetta da malattia di mente o che si trovi in manifeste condizioni di deficienza psichica.
Le sanzioni sopra indicate si applicano anche a chi effettua la vendita attraverso distributori automatici che non consentano la rilevazione dei dati anagrafici dell’utilizzatore mediante sistemi di lettura ottica dei documenti. Di solito, infatti, i distributori automatici richiedono l’introduzione della tessera sanitaria attraverso la quale viene verificata l’età del soggetto che ha richiesto l’erogazione di un prodotto alcolico.

Limiti di orari di vendita e somministrazione di alcolici

Quanto ai limiti di orario previsti per la vendita e la somministrazione di bevande alcoliche, oltre che alla Legge 125/2001 occorre fare riferimento al cd. Decreto Bianchi, DL 117/2007 (art. 6) come modificato dalla Legge 29 luglio 2010, n. 120. In sintesi possono essere effettuata la seguente schematizzazione, variando la fascia oraria in cui possono essere vendute o somministrate le bevande alcoliche a seconda della tipologia di esercizio.

  • Pubblici esercizi: divieto somministrazione e vendita alcolici e superalcolici dalle ore 3 alle ore 6 del mattino. In caso di violazione sanzione amministrativa da € 5.000 a € 20.000 (art. 6 DL 117/2007);
  • Circoli privati: divieto somministrazione e vendita alcolici e superalcolici dalle ore 3 alle ore 6, sanzione come sopra.
  • Distributori automatici: divieto somministrazione e vendita alcolici e superalcolici dalle 24 alle 7. In caso di violazione sanzione amministrativa da  € 5.000 a € 30.000.
  • Spazi e aree pubblici: divieto somministrazione e vendita alcolici e superalcolici dalle 3 alle 6.
  • Esercizi di vicinato (negozi): divieto vendita alcolici e superalcolici dalle 24 alle 6. In caso di violazione sanzione amministrativa da € 5.000 a € 20.000 (comma 2-bis, art. 6 DL 117/2007).
  • Aree di servizio sulle autostrade e strade di tipo A (superstrade): La vendita per asporto di superalcolici è invece vietata dalle ore 22 alle ore 6 del mattino seguente. In caso di violazione prevista una sanzione amministrativa pecuniaria da € 2.500 a € 7.000.
    Nelle stesse aree è sempre vietata la somministrazione di superalcolici ed è vietata anche la somministrazione di bevande alcoliche dalle ore 2 alle ore 6. In caso di violazione prevista una sanzione amministrativa pecuniaria da € 3.500 a € 10.500 (art. 14 Legge 125/2001)

Va precisato che il 2-ter dell’art. 6 del DL 117/2007 introduce una eccezione ai suddetti limiti orari che non si applicano alla vendita e alla somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche effettuate nella notte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio e nella notte tra il 15 e il 16 agosto. Tale eccezione non riguarda le aree di servizio su strade e autostrade.

Esposizione delle tabelle alcolemiche e messa a disposizione dei clienti degli alcoltest

I pubblici esercizi (autorizzati in base all’art. 86 del TULPS) che proseguono la loro attività dopo le ore 24 devono obbligatoriamente esporre all’ingresso, all’interno ed all’uscita del locale, le tabelle alcolemiche predisposte dal Ministero della Salute.
Inoltre, devono mettere a disposizione, presso almeno un’uscita del locale, precursori chimici o elettronici (alcoltest) per dare la possibilità ai loro clienti di effettuare il test per verificare la loro idoneità alla guida (sanzione da € 300 ad € 1.200, art. 6 comma 3 DL 117/2007).

Riferimenti normativi in materia di vendita di alcolici

Articolo 689 Codice Penale
Somministrazione di bevande alcoolichea minori o a infermi di mente.

L’esercente un’osteria o un altro pubblico spaccio di cibi o di bevande, il quale somministra, in un luogo pubblico o aperto al pubblico, bevande alcooliche a un minore degli anni sedici, o a persona che appaia affetta da malattia di mente, o che si trovi in manifeste condizioni di deficienza psichica a causa di un’altra infermità, è punito con l’arresto fino a un anno.
La stessa pena di cui al primo comma si applica a chi pone in essere una delle condotte di cui al medesimo comma, attraverso distributori automatici che non consentano la rilevazione dei dati anagrafici dell’utilizzatore mediante sistemi di lettura ottica dei documenti. La pena di cui al periodo precedente non si applica qualora sia presente sul posto personale incaricato di effettuare il controllo dei dati anagrafici.
Se il fatto di cui al primo comma è commesso più di una volta si applica anche la sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 euro a 25.000 euro con la sospensione dell’attività per tre mesi.
Se dal fatto deriva l’ubriachezza, la pena è aumentata.
La condanna importa la sospensione dall’esercizio.

Art. 14 Legge 125/2001 – Vendita e somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche sulle autostrade
1. Nelle aree di servizio situate lungo le strade classificate del tipo A di cui all’articolo 2, comma 2, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, è vietata la vendita per asporto di bevande superalcoliche dalle ore 22 alle ore 6.
2. Nelle medesime aree di cui al comma 1, è altresì vietata la somministrazione di bevande superalcoliche. Nelle stesse aree è vietata la somministrazione di bevande alcoliche dalle ore 2 alle ore 6.
3. La violazione delle disposizioni di cui al comma 1 è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 2.500 a euro 7.000.
4. La violazione delle disposizioni di cui al comma 2 è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 3.500 a euro 10.500.
5. Qualora, nell’arco di un biennio, sia reiterata una delle violazioni delle disposizioni di cui ai commi 1 o 2, il prefetto territorialmente competente in relazione al luogo della commessa violazione dispone la sospensione della licenza relativa alla vendita e somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche per un periodo di trenta giorni.

Art. 14 bis Legge 125/2001  Vendita e somministrazione di bevande alcoliche in aree pubbliche
1. La somministrazione di alcolici e il loro consumo sul posto, dalle ore 24 alle ore 7, possono essere effettuati esclusivamente negli esercizi muniti della licenza prevista dall’articolo 86, primo comma, del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e successive modificazioni.
2. Chiunque vende o somministra alcolici su spazi o aree pubblici diversi dalle pertinenze degli esercizi di cui al comma 1, dalle ore 24 alle ore 7, fatta eccezione per la vendita e la somministrazione di alcolici effettuate in occasione di fiere, sagre, mercati o altre riunioni straordinarie di persone ovvero in occasione di manifestazioni in cui si promuovono la produzione o il commercio di prodotti tipici locali, previamente autorizzate, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 2.000 a euro 12.000. Se il fatto è commesso dalle ore 24 alle ore 7 attraverso distributori automatici, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 5.000 a euro 30.000. Per le violazioni di cui al presente comma è disposta anche la confisca della merce e delle attrezzature utilizzate.
3. Resta fermo quanto previsto dall’articolo 14 della presente legge, dall’articolo 6-bis del decreto-legge 27 giugno 2003, n. 151, convertito, con modificazioni, dalla legge 1º agosto 2003, n. 214, e dall’articolo 6 del decreto-legge 3 agosto 2007, n. 117, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 ottobre 2007, n. 160, e successive modificazioni.

Art. 14 ter Legge 125/2001  – Introduzione del divieto di vendita di bevande alcoliche a minori
1. Chiunque vende bevande alcoliche ha l’obbligo di chiedere all’acquirente, all’atto dell’acquisto, l’esibizione di un documento di identità, tranne che nei casi in cui la maggiore età dell’acquirente sia manifesta.
2. Salvo che il fatto non costituisca reato, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 250 a 1.000 euro a chiunque vende o somministra bevande alcoliche ai minori di anni diciotto. Se il fatto è commesso più di una volta si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 2.000 euro con la sospensione dell’attività da quindici giorni a tre mesi.

Art.6 DL 117/2007
Nuove norme volte a promuovere la consapevolezza dei rischi di incidente stradale in caso di guida in stato di ebbrezza

All’articolo 230, comma 1 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni, dopo le parole: “e delle regole di comportamento degli utenti” sono aggiunte, in fine, le seguenti: “, con particolare riferimento all’informazione sui rischi conseguenti all’assunzione di sostanze psicotrope, stupefacenti e di bevande alcoliche”.
2. I titolari e i gestori degli esercizi muniti della licenza prevista dai commi primo e secondo dell’articolo 86 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e successive modificazioni, ivi compresi gli esercizi ove si svolgono, con qualsiasi modalità, spettacoli o altre forme di intrattenimento e svago, musicali o danzanti, nonché chiunque somministra bevande alcoliche o superalcoliche in spazi o aree pubblici ovvero nei circoli gestiti da persone fisiche, da enti o da associazioni, devono interrompere la vendita e la somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche alle ore 3 e non possono riprenderla nelle tre ore successive, salvo che sia diversamente disposto dal questore in considerazione di particolari esigenze di sicurezza.
2-bis. I titolari e i gestori degli esercizi di vicinato, di cui agli articoli 4, comma 1, lettera d), e 7 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, e successive modificazioni, devono interrompere la vendita per asporto di bevande alcoliche e superalcoliche dalle ore 24 alle ore 6, salvo che sia diversamente disposto dal questore in considerazione di particolari esigenze di sicurezza.
2-ter. I divieti di cui ai commi 2 e 2-bis non si applicano alla vendita e alla somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche effettuate nella notte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio e nella notte tra il 15 e il 16 agosto.
2-quater. I titolari e i gestori dei locali di cui al comma 2, che proseguano la propria attività oltre le ore 24, devono avere presso almeno un’uscita del locale un apparecchio di rilevazione del tasso alcolemico, di tipo precursore chimico o elettronico, a disposizione dei clienti che desiderino verificare il proprio stato di idoneità alla guida dopo l’assunzione di alcool. Devono altresì esporre all’entrata, all’interno e all’uscita dei locali apposite tabelle che riproducano:
a) la descrizione dei sintomi correlati ai diversi livelli di concentrazione alcolemica nell’aria alveolare espirata;
b) le quantità, espresse in centimetri cubici, delle bevande alcoliche più comuni che determinano il superamento del tasso alcolemico per la guida in stato di ebbrezza, pari a 0,5 grammi per litro, da determinare anche sulla base del peso corporeo.
2-quinquies. I titolari e i gestori di stabilimenti balneari muniti della licenza di cui ai commi primo e secondo dell’articolo 86 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e successive modificazioni, sono autorizzati a svolgere nelle ore pomeridiane particolari forme di intrattenimento e svago danzante, congiuntamente alla somministrazione di bevande alcoliche, in tutti i giorni della settimana, nel rispetto della normativa vigente in materia e, ove adottati, dei regolamenti e delle ordinanze comunali, comunque non prima delle ore 17 e non oltre le ore 20. Sono fatte salve le autorizzazioni già rilasciate per lo svolgimento delle forme di intrattenimento e svago di cui al presente comma nelle ore serali e notturne. Per lo svolgimento delle forme di intrattenimento di cui al presente comma non si applica l’articolo 80 del citato testo unico di cui al regio decreto n. 773 del 1931.
3. L’inosservanza delle disposizioni di cui ai commi 2, 2-bis e 2-quinquies comporta la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 5.000 a euro 20.000. Qualora siano state contestate, nel corso del biennio, due distinte violazioni dell’obbligo previsto ai commi 2, 2-bis e 2- quinquies è disposta la sospensione della licenza o dell’autorizzazione all’esercizio del-l’ attività ovvero dell’esercizio dell’attività medesima per un periodo da sette fino a trenta giorni, secondo la valutazione dell’autorità competente. L’inosservanza delle disposizioni di cui al comma 2-quater comporta la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 300 a euro 1.200
4. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, il Ministro della salute, con proprio decreto, stabilisce i contenuti delle tabelle di cui al comma 2.