Ciascun coerede può agire singolarmente per l’accertamento del credito del defunto.

Cassazione civile, sez. unite, 28 novembre 2007, n. 24657

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Le S.U. hanno composto un contrasto di giurisprudenza relativamente alla configurabilità di un litisconsorzio necessario tra gli eredi in tema di comunione dei crediti ereditari e di azioni a vantaggio della cosa comune.
Secondo il principio di diritto introdotto i crediti del de cuius non si dividono automaticamente tra i coeredi in ragione delle rispettive quote, ma entrano a far parte della comunione ereditaria.
Trova dunque applicazione anche in questa ipotesi quanto affermato dalla costante giurisprudenza di legittimità, ovvero che «…ciascun soggetto partecipante alla comunione può esercitare singolarmente le azioni a vantaggio della cosa comune senza necessità di integrare il contraddittorio nei confronti di tutti gli altri partecipanti, perché il diritto di ciascuno di essi investe la cosa comune nella sua interezza» (cfr. Cass. n. 10478/1998, n. 12767/1999, n. 8842/2001, n. 19460/2005).
Ciascuno degli eredi può dunque agire singolarmente per far valere l’intero credito ereditario comune o anche la sola parte di credito proporzionale alla quota ereditaria, senza necessità di integrare il contraddittorio nei confronti di tutti gli altri coeredi.
L’integrazione del contraddittorio nei confronti degli altri coeredi potrà essere richiesta dal convenuto debitore in relazione ad un concreto interesse ad una pronuncia che faccia stato anche nei confronti di tutti i partecipanti alla comunione ereditaria.