Addio assegno di divorzio: la responsabilità economica post coniugale ha matrice esclusivamente assistenziale

Cassazione civile, sez. I, 25 ottobre 2017, n. 25327

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 Addio assegno di divorzio: la responsabilità economica post coniugale ha matrice esclusivamente assistenziale

La responsabilità economica post coniugale ha matrice esclusivamente assistenziale per tale ragione non può essere reclamato un assegno di divorzio se non in mancanza di mezzi adeguati, o comunque per l’impossibilità di procurarseli per ragioni oggettive.

La prima sezione civile della Suprema Corte richiama la propria recente sentenza n. 11504/2017 che ha radicalmente mutato i criteri di attribuzione e quantificazione dell’assegno divorzile. A tale riguardo viene ribadito che, al fine dell’attribuzione in capo al coniuge il diritto all’assegno divorzile, deve essere effettuata dapprima una verifica giudiziale in ordine alla sussistenza dell’an debeatur e solo successivamente, in caso di accertamento positivo, del quantum debeatur.
Nella fase dell’an debatur il Giudice deve valutare se la domanda dell’ex coniuge soddisfi le condizioni di legge, in particolare con riguardo alla mancanza di mezzi adeguati, o comunque l’impossibilità di procurarseli per ragioni oggettive e non con riguardo ad un tenore di vita analogo a quello goduto in costanza di matrimonio, tenendo come esclusivo riferimento l’indipendenza o autosufficienza economica dello stesso.
Nella fase del quantum debeatur vanno valutate le singole allegazioni seguendo i principi dell’onere della prova, valutando le condizioni del coniuge, le ragioni della decisione, il reddito di entrambi anche in rapporto con la durata del matrimonio.
Viene altresì precisato che l’accertamento del diritto all’assegno divorzile «va compiuto non già con riguardo al tenore di vita analogo a quello goduto in costanza di matrimonio o a quello che, sulle basi poste durante il rapporto di coniugio, si sarebbe avuto ove il matrimonio fosse proseguito […] bensì alla luce del principio dell’indipendenza o autosufficienza economica di cui alla sentenza n. 11504 del 2017, principio che si fonda sulla considerazione, che costituisce il presupposto di detto revirement, secondo cui una volta sciolto il matrimonio civile o cessati gli effetti civili conseguenti alla trascrizione di quello religioso, il rapporto matrimoniale si estingue definitivamente, non solo sul piano dello status personale dei coniugi, ormai da considerare “persone singole”, ma, anche, nei loro rapporti economico-patrimoniali ed, in particolare, nel reciproco dovere di assistenza morale e materiale, residuando, solo, una responsabilità economica post coniugale di matrice esclusivamente assistenziale».

Testo integrale della sentenza:

Cassazione civile, sez. I, 25 ottobre 2017, n. 25327