Adulterio e decorrenza del termine per il disconoscimento della paternità

Cassazione civile, sez. I, 9 febbraio 2018, n. 3263

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 Adulterio e decorrenza del termine per il disconoscimento della paternità

A norma dell’art. 244, 2 comma del Codice Civile ”Il marito può disconoscere il figlio nel termine di un anno che decorre dal giorno della nascita quando egli si trovava al tempo di questa nel luogo in cui è nato il figlio; se prova di aver ignorato la propria impotenza di generare ovvero l’adulterio della moglie al tempo del concepimento, il termine decorre dal giorno in cui ne ha avuto conoscenza”
In caso di tradimento da parte della coniuge il termine di un anno per l’esperimento dell’azione di disconoscimento della paternità ex art. 244 c.c. decorre quindi dal momento in cui il marito abbia la certezza che l’adulterio sia stato commesso anche nel momento del concepimento.
Ma in cosa consiste la “scoperta” dell’adulterio? Deve trattarsi della acquisizione certa (e non del mero sospetto)  di un fatto tale da deve involgere il nesso di causalità tra adulterio e procreazione del figlio.
Non rilevano quindi la conoscenza di una mera infatuazione o una mera relazione sentimentale o frequentazione della moglie con un altro uomo bensì deve trattarsi du una vera e propria relazione o un incontro, comunque sessuale, idoneo a determinare il concepimento del figlio che si vuole disconoscere.

Testo integrale della sentenza:

Cassazione civile, sez. I, 9 febbraio 2018, n. 3263