La circostanza aggravante dei futili motivi (art. 61, 1° comma n. 1 cod. pen.)

Cassazione penale, sez. V, 18 aprile 2016, n. 21394

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 La circostanza aggravante dei futili motivi (art. 61, 1° comma n. 1 cod. pen.)

La circostanza aggravante dei futili motivi (art. 61, 1° comma n. 1 cod. pen.) sussiste ove la determinazione criminosa sia stata indotta da uno stimolo esterno di tale levità, banalità e sproporzione, rispetto alla gravità del reato, da apparire, secondo il comune modo di sentire, assolutamente insufficiente a provocare l’azione criminosa e da potersi considerare, più che una causa determinante dell’evento, un mero pretesto per lo sfogo di un impulso violento (Sez. 5, n. 41052 del 19/06/2014, Barnaba, Rv. 260360).
In ogni caso, il riconoscimento della futilità del motivo presuppone, da parte del giudice, la necessaria identificazione in concreto della natura e della portata della ragione giustificatrice della condotta delittuosa, quale univoco indice di un istinto criminale più spiccato e di un elevato grado di pericolosità dell’agente (Sez. 1, n. 18779 del 27/03/2013, Filocamo, Rv. 256015), laddove, nel caso di specie, la motivazione, in un contesto non limpido in cui affiorano vecchi rancori tra le parti e un non chiarito confronto fisico tra le stesse, ruota attorno all’assenza di una plausibile ragione per dar luogo alla condotta tenuta.