Ammissibile il riconoscimento dell’imputato tramite Facebook

Ammissibile il riconoscimento dell’imputato tramite Facebook. In ogni caso tale accertamento di merito è insindacabile in sede di giudizio di legittimità.

È stato dichiarato inammissibile il ricorso dell’imputato avverso la sentenza della corte d’appello, che lo aveva condannato per concorso in rapina e porto abusivo di armi, considerando valida e rituale l’identificazione effettuata dalla persona offesa mediante il social network Facebook e senza alcun successivo riconoscimento.
Secondo il ricorrente una siffatta modalità di identificazione non avrebbe superato i profili di incertezza e di ragionevole dubbio circa la individuazione dell’imputato quale concorrente nel reato di rapina.
Rammenta la Corte che, in tema di sindacato del vizio di motivazione, non è certo compito del giudice di legittimità quello di sovrapporre la propria valutazione a quella compiuta dai giudici di merito nè quello di “rileggere” gli elementi di fatto posti a fondamento della decisione.
Spetta al giudice di merito la valutazione sulla rilevanza ed attendibilità delle fonti di prova e la scelta compiuta sulla prevalenza da accordare ad alcuni elementi probatori piuttosto che ad altri per giungere al proprio libero convincimento, salvo che non sia caratterizzata da affermazioni apodittiche o illogiche, è insindacabile in sede di legittimità.
Si è in particolare osservato che non è sindacabile in sede di legittimità, salvo il controllo sulla congruità e logicità della motivazione, la valutazione del giudice di merito, cui spetta il giudizio sulla rilevanza e attendibilità delle fonti di prova, circa contrasti testimoniali o la scelta tra divergenti versioni e interpretazioni dei fatti. (Sez. 2, n. 20806 del 05/05/2011 – dep. 25/05/2011, Tosto, Rv. 25036201).

Ammissibile il riconoscimento dell’imputato tramite Facebook

Cassazione penale, sez. II, 12 settembre 2017, n. 45090

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Testo integrale della sentenza:

Cassazione penale, sez. II, 12 settembre 2017, n. 45090