Nessuna condanna generica sull’ an debeatur senza richiesta di parte

In un giudizio per risarcimento danni, a norma dell’art. 278 c.p.c., il giudice non può scindere d’ufficio la decisione sull’ “an debeatur” ovvero sulla sussistenza del diritto da quella sul “quantum” ovvero sulla determinazione del risarcimento dovuto, rinviata ad una successiva fase dello stesso giudizi.
A tal fine è necessaria la preventiva richiesta della parte interessata che deve inoltre indicare i mezzi di prova dei quali intende avvalersi per la dimostrazione dell’entità del danno con la conseguenza che, in difetto di tali adempimenti, il giudice deve pronunciarsi sull’intera domanda di risarcimento, rigettandola se non adeguatamente provata. (Cfr. Cass. civ. n. 5736/2004).
Deve ritenersi invece superato altro orientamento della S.C., maggiormente risalente nel tempo, secondo il quale la scissione della pronuncia sull’ “an” da quella sul “quantum” operata d’ufficio non comporta violazione di principi di ordine pubblico e non incide sulla realizzazione delle finalità del processo, di tal che la sentenza non è nulla (Cfr. Cass. civ. 7806/1987).

Art. 278 Cod. Proc. Civ.

Condanna generica – Provvisionale




Quando è già accertata la sussistenza di un diritto, ma è ancora controversa la quantità della prestazione dovuta, il collegio, su istanza di parte, può limitarsi a pronunciare con sentenza la condanna generica alla prestazione, disponendo con ordinanza che il processo prosegua per la liquidazione.
In tal caso il collegio, con la stessa sentenza e sempre su istanza di parte, può altresì condannare il debitore al pagamento di una provvisionale, nei limiti della quantità per cui ritiene già raggiunta la prova.

Nessuna condanna generica sull’ an debeatur senza richiesta di parte

Cassazione civile, sez. III, 30 gennaio 2008, n. 2110

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Testo integrale della sentenza:

Cassazione civile, sez. III, 30 gennaio 2008, n. 2110