Annullamento dell’atto impositivo ed effetti sulla riscossione provvisoria.

Cassazione civile, sez. V tributaria, 22 settembre 2006, n. 20526

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La Corte di Cassazione, sezione tributaria (sentenza n. 20526/02, depositata il 22 settembre 2006) ha stabilito che, in presenza di una sentenza di accoglimento del ricorso del contribuente, seppure non ancora passata in giudicato, per mezzo della quale sia stato annullato l’atto impositivo, l’Amministrazione finanziaria non può trattenere, nemmeno a titolo di garanzia, quanto versato dal contribuente in fase di iscrizione a ruolo provvisoria.
L’annullamento dell’atto impositivo infatti determina il venir meno del titolo su cui si fonda la pretesa tributaria e, quindi, le somme eventualmente conseguite a titolo cautelare in fase di iscrizione a ruolo provvisoria devono essere rimborsate.
La Corte precisa come la decisione sia conforme al principio di “parità delle parti” sancito dall’art. 111 della Costituzione. Condizione di parità che verrebbe violata nell’ipotesi in cui fosse riconosciuto all’Amministrazione Finanziaria il diritto di trattenere delle somme per le quali sia stata dichiarata (ancorché non definitivamente) l’illegittimità della pretesa impositiva. Viceversa l’Amministrazione godrebbe di una posizione di vantaggio stante la possibilità di trattenere dette somme a propria garanzia.