L’anticipazione del TFR in ragione dei congedi parentali non si estende al TFS

Cassazione civile, sez. lavoro, 21 novembre 2011, n. 24474

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 L’anticipazione del TFR in ragione dei congedi parentali non si estende al TFS

L’anticipazione del TFR in ragione dei congedi parentali non si estende al trattamento di fine servizio dei pubblici dipendenti

L’art. 7, comma 1 della legge 8 marzo 2000 n. 53 ha esteso la possibilità di ottenere l’anticipazione del trattamento di fine rapporto oltre le ipotesi contemplate dall’art. 2120 del codice civile (spese sanitarie per terapie e interventi straordinari riconosciuti dalle competenti strutture pubbliche o acquisto della prima casa di abitazione per sé o per i figli) alle necessità di spesa da sostenere durante i periodi di fruizione dei congedi parentali di cui all’art. 7, comma 1, della legge n. 1204/71 (legge quest’ultima abrogata per cui la normativa di riferimento è attualmente costituita dagli artt. 5 e 32 del d.lgs. 151/2000).
Detta anticipazione è corrisposta unitamente alla retribuzione relativa al mese che precede la data di inizio del congedo e le medesime disposizioni si applicano anche alle domande di anticipazioni per indennità equipollenti al trattamento di fine rapporto spettanti a lavoratori dipendenti di datori di lavoro pubblici e privati.
Pur tuttavia l’anticipazione del TFR per le esigenze connesse alla fruizione dei congedi parentali non si estende ai dipendenti pubblici che usufruiscono del trattamento di fine servizio (TFS).
Come evidenzia la Suprema corte la norma dell’art. 7 della L. n. 53/2000 non determina un’equipollenza tra il trattamento di fine rapporto e quello di fine servizio, operante nel pubblico impiego, costituito dall’indennità di buonuscita, proprio in ragione della non equipollenza, per la diversa base retributiva e di calcolo, tra quest’ultimo istituto e il TFR.
Ciò trova conferma nella più recente disciplina contenuta nel D.Lgs. n. 151 del 2001, art. 5, che richiama il contenuto della L. n. 53 del 2000, art. 7, solo per estendere l’ambito di applicazione dell’art. 2120 c.c. alle necessità connesse alla fruizione dei congedi parentali, nonché nella disciplina dell’indennità di buonuscita.

Testo integrale della sentenza:

Cassazione civile, sez. lavoro, 21 novembre 2011, n. 24474