Applicazione del codice del consumo ai contratti conclusi dal professionista

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 Applicazione del codice del consumo ai contratti conclusi dal professionista

Al professionista non si applica il codice del consumo per contratti connessi all’esercizio della professione

Ai fini dell’applicabilità delle regole dettate dal Codice del Consumo – D.Lgs. 6 settembre 2005, n. 206, si deve ritenere che sia atto compiuto dal professionista non solo quello che costituisca di per sé esercizio della professione ma anche quello legato alla professione da un nesso funzionale.

Secondo il consolidato orientamento della Suprema Corte assumere la qualifica di professionista, ai sensi e per i fini di cui al D.Lgs. 6 settembre 2005, n. 206, art. 3, non è necessario stipulare un contratto che costituisca di per sè esercizio dell’attività propria dell’impresa o della professione, ma è sufficiente che il contratto sia stipulato al fine di soddisfare interessi anche solo connessi od accessori rispetto allo svolgimento dell’attività imprenditoriale o professionale.
In applicazione di questo principio si è escluso, ad esempio, che possa acquistare la veste di “consumatore”, ed invocare il foro del proprio domicilio:

  • l’avvocato che abbia acquistato riviste giuridiche in abbonamento o programmi informatici per la gestione di uno studio legale (Sez. 6 – 2, Ordinanza n. 17466 del 31/07/2014, Rv. 631788 01);
  • la persona fisica che, pur avendo concluso un contratto di apertura di credito in nome proprio, abbia però ottenuto il finanziamento non per sè ma in favore della società di cui era amministratore (Sez. 6 – 1, Ordinanza n. 21763 del 23/09/2013, Rv. 627977 – 01);
  • l’imprenditore od il professionista che abbia stipulato un contratto di assicurazione per la copertura dei rischi derivati dall’attività dell’azienda (Sez. 3, Sentenza n. 4208 del 23/02/2007, Rv. 595519 01; Sez. 3, Ordinanza n. 23892 del 09/11/2006, Rv. 592667 – 01);
  •  il fideiussore che abbia prestato garanzia in favore di un imprenditore, per un debito d’impresa (Sez. 3, Ordinanza n. 13643 del 13/06/2006, Rv. 590625 – 01);
  • l’avvocato che abbia stipulato un contratto di utenza telefonica con riferimento ad un apparecchio del quale faceva uso anche per l’esercizio della sua attività professionale (Sez. 3, Sentenza n. 11933 del 22/05/2006, Rv. 589986).