Chi è agli arresti domiciliari non può uscire neppure nel giardino di casa

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 Chi è agli arresti domiciliari non può uscire neppure nel giardino di casa

Giardini, prati, cortili, aree condominiali, dipendenze ed altri spazi simili esulano da quello che viene comunemente definito “perimetro logistico di custodia” rilevante agli effetti dei disposti dell’art. 284 c.p.p. e art. 385 c.p..
Il principio è stato ribadito dalla Sesta sezione Penale della Corte di Cassazione chiamata a pronunciarsi in ordine al reato di evasione contestato ad una coppia di soggetti sottoposti alla misura cautelare degli arresti domiciliari ed invece sorpresi a stazionare nell’orto di casa.
Agli effetti dell’art. 385 c.p., l’abitazione deve essere intesa solo come luogo in cui il soggetto conduce la propria vita domestica e privata con esclusione di ogni altra appartenenza, con esclusione di ogni altra appartenenza, quali aree condominiali, dipendenze, giardini, cortili e spazi simili che non ne costituiscano parte integrante (cass. pen. sez. VI, 3212/2008). La ratio che sorregge la norma del codice penale violata deve infatti essere ravvisata nell’obbligo imposto alla persona sottoposta alla misura cautelare degli arresti domiciliari di restare nel luogo indicato “perché ritenuto idoneo a soddisfare le esigenze cautelari e nel contempo a consentire agevolmente il prescritto controllo dell’autorità” (cfr Cass. sez. VI, n. 6394/1998).