Ai fini dell’arresto in flagranza non rileva la recidiva reiterata

Cassazione penale, sez. unite, 5 maggio 2011, n. 17386

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 Ai fini dell’arresto in flagranza non rileva la recidiva reiterata

Computo della pena ai fini dell’arresto in flagranza e delle misure cautelari: non rileva la recidiva reiterata.

Nel computo della pena edittale, ai fini della verifica della facoltatività dell’arresto in flagranza, e più in generale per la determinazione della pena agli effetti dell’applicazione delle misure cautelari, non si deve tener conto della recidiva reiterata.

La natura facoltativa della recidiva reiterata induce ad escludere che della stessa debba tenersi conto nel computo della pena edittale ai fini dell’arresto in flagranza e, più in generale, per la determinazione della pena agli effetti dell’applicazione delle misure cautelari, essendo consentito al giudice di negare la rilevanza aggravatrice della recidiva reiterata ed escludere la circostanza, non irrogando il relativo aumento della sanzione.
Con specifico riferimento all’arresto facoltativo in flagranza mette conto evidenziare che riconoscere valenza alla recidiva reiterata, ai fini del computo della pena edittale, comporterebbe, contro ogni logica giuridica per tutto quanto sopra argomentato (oltre che contro il buon senso), l’attribuzione alla polizia giudiziaria del potere di reputare sussistente un’aggravante che – tenuto conto della natura facoltativa della stessa, nei termini dianzi precisati – il giudice potrebbe poi addirittura escludere (aggravante che peraltro implica una conoscenza dei precedenti penali del reo che di norma non si ha al momento della flagranza del reato).

Testo integrale della sentenza:

Cassazione penale, sez. unite, 5 maggio 2011, n. 17386