Analisi della fattispecie di atti sessuali con minorenni art. 609 quater cp

Cassazione penale, sez. III, 12 giugno 2013, n. 25822

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 Analisi della fattispecie di atti sessuali con minorenni art. 609 quater cp

La fattispecie del reato di atti sessuali con minorenni p. e p. dall’art. 609 quater c.p. distingue dalla violenza sessuale ex art. 609 bis c.p., che presuppone, appunto, violenza, abuso o inganno, nonché dalla corruzione dei minorenni, che implica una posizione assolutamente passiva della vittima, che assiste ad atti sessuali compiuti da altri.
Il reato di atti sessuali con minorenni è dunque configurabile anche in assenza di ogni pressione coercitiva e si connota come reato a forma libera, comprensiva d’ogni possibile condotta atta ad aggredire il minore.
Va, altresì, rilevato che il bene giuridico tutelato è da rinvenire, quanto alla ipotesi di atti sessuali con persona infraquattordicenne, nella intangibilità sessuale, in considerazione della presunzione legale di incapacità del soggetto di prestare un valido consenso al compimento dell’atto sessuale.
Peraltro, gli atti di masturbazione costituiscono atti sessuali senza necessità di particolari approfondimenti sul punto, a nulla rilevando che gli stessi siano praticati dalla persona offesa su sé medesima, allorché ciò avvenga per il soddisfacimento degli impulsi sessuali dell’autore del reato.
Nella specie è emerso che l’imputato, per via telematica, compiva atti sessuali con le minori, denudandosi e masturbandosi alla presenza delle predette bambine, inducendo le stesse ad adottare identico comportamento.
Non può negarsi la possibilità della sussistenza del reato contestato anche per via telematica, in quanto gli atti sessuali, di cui al reato in esame, non devono essere necessariamente caratterizzati dal contatto fisico tra la vittima e l’agente, ben potendo l’autore del delitto trovare soddisfacimento sessuale dal fatto di assistere alla esecuzione di atti, quali ad esempio la masturbazione su sé stessa da parte della vittima (Cass. 19/4/2011, n. 20521).

Art. 609 quater 
Atti sessuali con minorenne.
[I]. Soggiace alla pena stabilita dall’articolo 609-bis chiunque al di fuori delle ipotesi previste in detto articolo, compie atti sessuali con persona che, al momento del fatto:
1) non ha compiuto gli anni quattordici;
2) non ha compiuto gli anni sedici, quando il colpevole sia l’ascendente, il genitore, anche adottivo, o il di lui convivente, il tutore, ovvero altra persona cui, per ragioni di cura, di educazione, di istruzione, di vigilanza o di custodia, il minore è affidato o che abbia, con quest’ultimo, una relazione di convivenza.
[II]. Fuori dei casi previsti dall’articolo 609-bis, l’ascendente, il genitore, anche adottivo, o il di lui convivente, il tutore, ovvero altra persona cui, per ragioni di cura, di educazione, di istruzione, di vigilanza o di custodia, il minore è affidato, o che abbia con quest’ultimo una relazione di convivenza, che, con l’abuso dei poteri connessi alla sua posizione, compie atti sessuali con persona minore che ha compiuto gli anni sedici, è punito con la reclusione da tre a sei anni.
[III]. Non è punibile il minorenne che, al di fuori delle ipotesi previste nell’articolo 609-bis, compie atti sessuali con un minorenne che abbia compiuto gli anni tredici, se la differenza di età tra i soggetti non è superiore a tre anni.
[IV]. Nei casi di minore gravità la pena è diminuita in misura non eccedente i due terzi.
[V]. Si applica la pena di cui all’articolo 609-ter, secondo comma, se la persona offesa non ha compiuto gli anni dieci.