L’avvio dei lavori deve essere effettivo e commisurato all’entità dell’opera

TAR Lazio Roma, sez.II-bis, 12 giugno 2019, n. 7608

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 L’avvio dei lavori deve essere effettivo e commisurato all’entità dell’opera

Per principio consolidato, l’effettivo inizio dei lavori deve essere valutato non in via generale ed astratta, ma con specifico e puntuale riferimento all’entità ed alle dimensioni dell’intervento edilizio così come programmato e autorizzato, e ciò al ben evidente scopo di evitare che il termine per l’avvio dell’edificazione possa essere eluso con ricorso a lavori fittizi e simbolici, e quindi non oggettivamente significativi di un effettivo intendimento del titolare della concessione stessa di procedere alla costruzione.
Nella fattispecie, i lavori da eseguire avrebbero dovuto sostanziarsi nella installazione di un capannone prefabbricato, realizzato integralmente presso gli stabilimenti della ditta costruttrice. Diversamente è stato accertato che non è stato realizzato alcun manufatto ma solo una recinzione in muratura (peraltro risalente a vari anni prima), opera ritenuta insufficiente al fini di considerare concretamente ed effettivamente avviati i lavori con conseguente revoca della concessione, in applicazione dell’art. 83, comma 4 della l.r. n. 26 del 2007

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