Il cartello “attenti al cane” non esclude la responsabilità del proprietario per mancata la custodia dell’animale

Cassazione penale, sez. IV, 17 ottobre 2017, n. 51448

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 Il cartello “attenti al cane” non esclude la responsabilità del proprietario per mancata la custodia dell’animale

Il cartello che avvisa della presenza di un cane non esclude la responsabilità del proprietario per mancata custodia di animali

Al fine di escludere la responsabilità del proprietario di un animale per le lesioni arrecate a terzi dall’animale medesimo non è sufficiente che questo si trovi in un luogo privato o recintato, ma è necessario che in tale luogo non possano introdursi persone estranee.
È stato di recente ritenuto che neppure il cartello “attenti al cane” ben in vista al cancello d’ingresso di una villetta non bastasse, ex se, per escludere la responsabilità del padrone per il comportamento violento del cane che aveva aggredito e cagionato lesioni ad un postino, in quanto egli avrebbe dovuto comunque provvedere ad un’adeguata custodia, così da evitare la possibilità di danni alle persone (così Sez. 4, n. 17133 del 13/1/2017, Cardella, non mass.).
Nel caso in cui l’animale cagioni delle lesioni personali si va dunque oltre la contravvenzione di cui all’art. 672 cod. pen. che punisce “chiunque lascia liberi, o non custodisce con le debite cautele, animali pericolosi da lui posseduti, o ne affida la custodia a persona inesperta”, “chi, in luoghi aperti, abbandona a se stessi animali da tiro, da soma o da corsa, o li lascia comunque senza custodia, anche se non siano disciolti, o li attacca o conduce in modo da esporre a pericolo l’incolumità pubblica, ovvero li affida a persona inesperta” e “chi aizza o spaventa animali, in modo da mettere in pericolo l’incolumità delle persone”.
La norma in esame – illecito depenalizzato L. n. 689 del 1981, ex art. 33, lett. a) e art. 38 – è diretta a tutelare l’ordine pubblico, preservando nello specifico la sicurezza e la tranquillità dei consociati e prescinde da danni alla persona.