L’uso del casco a scodella esclude la risarcibilità delle lesioni al viso

Cassazione civile, sez. VI, 30 luglio 2019, n. 20558

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 L’uso del casco a scodella esclude la risarcibilità delle lesioni al viso

L’uso del casco a scodella esclude la risarcibilità delle lesioni al viso subite dal motociclista, anche se a bordo di un ciclomotore.

L’uso del casco con omologazione DMG detto a scodella o a padella non è più consentito a partire dal 12 ottobre 2010. L’articolo 28 della legge 29 luglio 2010, n. 120, in materia di sicurezza stradale, modificò l’articolo 171 del Codice della strada che riguarda l’utilizzo del casco protettivo per i conducenti dei veicoli a due ruote adeguando la normativa italiana ai regolamenti comunitari e prevedendo, al secondo comma, che le modificate disposizioni dell’articolo 171 avrebbero trovato applicazione dal 60 giorno successivo alla entrata in vigore della legge (12 ottobre 2010).
Già antecedentemente il legislatore aveva resto illegittimo l’utilizzo del casco con omologazione DGM per gli altri veicoli (motocicli) e la sospensione delle omologazioni era già intervenuta con D.M. 28 luglio 2000.
Nel caso di specie il danneggiato, coinvolto in un sinistro stradale mentre era alla guida di un motociclo, si è visto negare il risarcimento del danno per le lesioni riportate al volto proprio a causa dell’utilizzo di un casto a scodella non regolare. Trattandosi di un accessorio il cui uso non al tempo del sinistro non era consentito per i conducenti dei motocicli, in applicazione dell’articolo 1227, secondo comma c.c. il Tribunale aveva correttamente risarcibili solo le lesioni diverse da quelle subite al volto (spalla e corpo) liquidando il relativo danno.