Cessione di quote societarie: violazione del patto di prelazione.

Cassazione civile, sez. I, 8 aprile 2015, n. 7003

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 Cessione di quote societarie: violazione del patto di prelazione.

«La violazione della clausola statutaria contenente un patto di prelazione comporta l’obbligo di risarcire il danno eventualmente prodotto, alla stregua delle norme generali sull’inadempimento delle obbligazioni, e non anche il diritto potestativo di riscattare la partecipazione nei confronti dell’acquirente, che non integra un rimedio generale in caso di violazioni di obbligazioni contrattuali, ma solo una forma di tutela specificamente apprestata dalla legge e conformativa dei diritti di prelazione, previsti per legge, spettante ai relativi titolari» (Sez. 1, Sentenza n. 12370 del 03/06/2014).
Inoltre «il socio di una società di capitali che lamenti la violazione del suo diritto di prelazione nel caso di vendita di azioni sociali, statutariamente previsto, non può limitarsi a dimostrare in giudizio l’esistenza del suddetto patto, ma deve anche allegare e provare che dalla violazione è derivata una lesione del suo interesse a rendersi acquirente delle azioni trasferite a terzi, perché l’interesse del socio pretermesso non consiste nel mero rispetto del procedimento di cessione» (Sez. 3, Sentenza n. 12797 del 23/07/2012).

Testo integrale della sentenza:

Cassazione civile, sez. I, 8 aprile 2015, n. 7003