Il modesto valore della controversia non è di per sé giustificativo della compensazione delle spese legali.

Cassazione civile, sez. VI, 2 novembre 2012, n. 18898

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In tema di liquidazione delle spese processuali nell’ambito di un procedimento di opposizione a sanzione amministrativa, il modesto valore della controversia non è di per sé giustificativo della compensazione, determinando questo la scelta dello scaglione di valore della controversia su cui parametrare la condanna alle spese.
Inoltre, non può essere imputato a colpa della parte che ha fatto ricorso al giudice proponendo l’opposizione a verbale il mancato esercizio della facoltà di difendersi personalmente, giacché il cittadino, con l’adire il giudice e con il farsi assistere innanzi ad esso da un professionista, esercita dei diritti espressamente attribuitigli dall’ordinamento e garantiti dalla Carta costituzionale (Cass., Sez. 2, 19 novembre 2007, n. 23993; Cass., Sez. 6-2, 8 aprile 2011, n. 8114).

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