Violazione dei diritti dei detenuti: la competenza per il risarcimento è del giudice civile e non del magistrato di sorveglianza.

Cassazione penale, sez. I, 30 gennaio 2013, n. 4772

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Il diritto al risarcimento dei danni derivanti dalla violazione di diritti fondamentali dei detenuti, nella specie consistiti nell’essere sottoposti a trattamenti degradanti perché ristretti in spazi angusti e inferiori ai limiti esigibili (art. 3 CEDU), rientra nell’ambito della giurisdizione civile, non avendo la magistratura di sorveglianza una competenza su domande di carattere risarcitorio pur derivanti da pretese violazioni di diritti soggettivi di detenuti anche se connessi allo stato di detenzione, bensì specifiche competenze legate all’esecuzione penale.
Tale assetto di competenze non è in contrasto con i principi CEDU e, in particolare, con quelli espressi nella sentenza 8 gennaio 2013 Torreggiani e altri c/ Italia, anche se resta l’indiscutibile insufficienza del sistema allo stato della normativa vigente.