La richiesta della “somma maggiore o minore ritenuta di giustizia” incide sul valore del giudizio ai fini del contributo unificato

Cassazione civile, sez. VI, 11 marzo 2013, n. 6053

699
0.00 / 5 - 0 voti

Con la sentenza in epigrafe, innovativa e di notevole interesse perché investe una prassi dei legali difensori, la Corte di Cassazione stabilisce che la formula con la quale la parte richiede, in aggiunta alla richiesta di un risarcimento danno specificamente indicato nel suo ammontare, di riconoscere in suo favore “la somma maggiore o minore che verrà ritenuta di giustizia”, non possa essere considerata meramente “di stile” e dunque priva di carattere sostanziale. La Corte ritiene che l’utilizzo di siffatta richiesta alternativa corrisponda ad una mancanza di indicazione della somma precisata nella domanda, in quanto manifesta in realtà “la ragionevole incertezza della parte sull’ammontare del danno effettivamente da liquidarsi”.
In tal caso, ai sensi della seconda preposizione dell’art. 14 cod. proc. civ., la somma richiesta si presume di valore eguale alla competenza del giudice adito e, di conseguenza, il valore del contributo unificato dovrà essere modificato in base a tale parametro.