Sì alla convalida dell’arresto in flagranza se il termine delle 48 ore è scaduto ma l’arrestato è già in aula davanti al giudice.

Cassazione penale, sez. VI, 2 gennaio 2014, n. 21

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A norma dell’art. 558 c.p.p. l’arrestato in flagranza di reato va presentato all’udienza per la convalida che il giudice fissa entro quarantotto ore dall’arresto. In tale udienza, se il pubblico ministero ordina che l’arrestato in flagranza sia posto a sua disposizione, lo può presentare direttamente all’udienza, in stato di arresto, per la convalida e il contestuale giudizio, entro quarantotto ore dall’arresto (art. 558, 4 comma c.p.p.)
Ma cosa accade se l’arrestato è condotto in udienza entro le quarantotto ore dall’arresto e, spirato tale termine, il giudice non ha ancora proceduto alla convalida?
La circostanza che l’udienza si sia materialmente tenuta oltre tale arco temporale di quarantotto ore a causa dell’indisponibilità del giudice, impegnato in altri incombenti, non è rilevante.
Va ritenuta tempestiva la presentazione dell’arrestato al magistrato in udienza nel termine delle 48 ore mentre è irrilevante l’orario di effettiva cognizione dei fatti da parte del giudicante, ove tale differimento si verifichi per l’oggettiva impossibilità di svolgimento dell’incombente, realizzata in conseguenza dell’esecuzione da parte del magistrato competente di altra attività della stessa natura.
Parimenti non è rilevante l’orario in cui interviene il provvedimento di convalida del giudice, ove questo venga pronunciato in continuità dello svolgimento dell’udienza dove l’arrestato è stato condotto nel rispetto dei termini.

Testo integrale della sentenza:

Cassazione penale, sez. VI, 2 gennaio 2014, n. 21