Costituisce autoriciclaggio l’impiego di denaro proveniente da delitto nel gioco d’azzardo

Cassazione penale, sez. II, 7 marzo 2019, n. 13795

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 Costituisce autoriciclaggio l’impiego di denaro proveniente da delitto nel gioco d’azzardo

In tema di autoriciclaggio deve ritenersi compreso nel novero delle attività speculative contemplate dall’art. 648-ter 1, comma 1, cod. pen. anche il gioco d’azzardo e le scommesse laddove l’autore del delitto presupposto vi impieghi o sostituisca i proventi illeciti in modo da ostacolare concretamente l’identificazione della loro provenienza delittuosa. i
Non è rilevante, ai fini della integrazione del reato, il fatto che al gioco consegua o meno una qualche vincita. «Infatti, il comma 1 dell’art. 648 ter 1 c.p. incrimina, oltre alla condotta di chi “sostituisce” i proventi illeciti, anche quella di chi semplicemente li “impiega” in attività funzionali ad ostacolarne concretamente l’identificazione della provenienza delittuosa (così configurando, ad avviso del Collegio, una ipotesi di reato a consumazione anticipata). Ma il caso che l’impiego speculativo del denaro possa portare a perdite anche totali del capitale investito non è certo una peculiarità del gioco d’azzardo o della scommessa (basti pensare al caso di qualunque impiego su valori, valute, merci, beni o servizi caratterizzato da elevata rischiosità).
E comunque, quand’anche si ritenesse necessario (difformemente da quanto opina il Collegio), per la configurabilità dell’autoriciclaggio, il conseguimento di un qualche risultato economico rispetto alla provvista impiegata (e dunque, nel caso del gioco, la presenza di una vincita seppure parziale), nulla pare escludere che possa anche configurarsi la forma tentata del delitto di cui all’art. 648 ter.1 c.p. per le ipotesi nelle quali il denaro di provenienza delittuosa risultasse integralmente perduto».

Articolo 648 – ter 1 Codice Penale Autoriciclaggio

(comma 1) Si applica la pena della reclusione da due a otto anni e della multa da euro 5.000 a euro 25.000 a chiunque, avendo commesso o concorso a commettere un delitto non colposo, impiega, sostituisce, trasferisce, in attività economiche, finanziarie, imprenditoriali o speculative, il denaro, i beni o le altre utilità provenienti dalla commissione di tale delitto, in modo da ostacolare concretamente l’identificazione della loro provenienza delittuosa.Deli