Danni determinati dall’esistenza di un cantiere stradale: quando sussiste la responsabilità solidale dell’ente proprietario della strada e dell’appaltatore?

Corte di Cassazione, sez. III, 23 luglio 2012, n. 12811

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 Danni determinati dall’esistenza di un cantiere stradale: quando sussiste la responsabilità solidale dell’ente proprietario della strada e dell’appaltatore?

Un’autovettura sprofonda in una buca stradale non segnalata e subisce la rottura dei bracci dell’avantreno, il conducente ne perde il controllo e va a collidere frontalmente con un’altra auto. La buca si era formata a causa di numerose piogge e si trovava in prossimità di un cantiere stradale.
Il danneggiato cita in giudizio sia il Comune ente proprietario della strada sia l’impresa che stava eseguendo lavori di scavo per la posa in opera dei tubi del gas nelle vicinanze del luogo del sinistro e, ovviamente, anche le relative compagnie assicuratrici.
La Corte respinge i ricorsi proposti dalle società che avevano ricevuto l’incarico dalla società Italgas di eseguire i suddetti lavori e, confermando l’orientamento espresso con sent. 12425/08, afferma un importante principio di diritto in materia di responsabilità solidale conseguente danni determinati dall’esistenza di un cantiere stradale.
Secondo il Collegio sussiste la responsabilità esclusiva dell’appaltatore, in qualità di unico custode della cosa, qualora i danni si siano determinati all’ interno dell’area di cantiere che risulti completamente delimitata con conseguente assoluto divieto su di essa del traffico veicolare e pedonale.
Viceversa, allorquando l’area su cui vengono eseguiti i lavori risulti ancora adibita al traffico e dunque utilizzata ai fini della circolazione, la responsabilità grava sia sull’impresa appaltatrice sia sull’ente titolare della strada, il quale continua a conservare la qualità di custode ai sensi dell’art. 2051 c.c., salva l’eventuale azione di regresso di quest’ultimo a norma dei comuni principi sulla responsabilità solidale.