Decadenza del termine per proporre opposizione alla confisca

Cassazione penale, sez. unite, 22 febbraio 2018, n. 39608

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 Decadenza del termine per proporre opposizione alla confisca

Decadenza del termine di cui alla legge 228/2012 per proporre opposizione alla confisca all’esito dei procedimenti di prevenzione

In tema di misure di prevenzione patrimoniali, le Sezioni unite della Corte di cassazione hanno affermato che i creditori muniti di ipoteca iscritta sui beni confiscati all’esito dei procedimenti di prevenzione per i quali non si applica la disciplina del d.lgs 6 settembre 2011, n. 159, devono presentare la domanda di ammissione del loro credito, al giudice dell’esecuzione presso il tribunale che ha disposto la confisca, nel termine di decadenza previsto dall’art. 1, comma 199, della legge 24 dicembre 2012, n. 228 (ovvero entro  180 giorni dall’entrata in vigore della legge medesima), anche nel caso in cui non abbiano ricevuto le comunicazioni di cui all’art. 1, comma 206, della legge da ultimo citata, in quanto il termine di decadenza indicato decorre indipendentemente dalle comunicazioni di cui al successivo comma 206.

L’applicazione di detto termine è comunque subordinata all’effettiva conoscenza, da parte del creditore, del procedimento di prevenzione in cui è stata disposta la confisca o del provvedimento definitivo di confisca, ed è, in ogni caso, fatta salva la possibilità del creditore di essere restituito nel termine stabilito a pena di decadenza, se prova di non averlo potuto osservare per causa a lui non imputabile.

Estratto della Legge 228/2012
Art. 1 Commi 194 e ss.

194. A decorrere dall’entrata in vigore della presente legge, sui beni confiscati all’esito dei procedimenti di prevenzione per i quali non si applica la disciplina dettata dal libro 1 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, non possono essere iniziate o proseguite, a pena di nullità, azioni esecutive.
195. La disposizione di cui al comma 194 non si applica quando, alla data di entrata in vigore della presente legge, il bene è stato già trasferito o aggiudicato, anche in via provvisoria, ovvero quando è costituito da una quota indivisa già pignorata.
[…]
198. I creditori muniti di ipoteca iscritta sui beni di cui al comma 194 anteriormente alla trascrizione del sequestro di prevenzione, sono soddisfatti nei limiti e con le modalità di cui ai commi da 194 a 206. Allo stesso modo sono soddisfatti i creditori che:
a) prima della trascrizione del sequestro di prevenzione hanno trascritto un pignoramento sul bene;
b) alla data di entrata in vigore della presente legge sono intervenuti nell’esecuzione iniziata con il pignoramento di cui alla lettera a).
199. Entro 180 giorni dall’entrata in vigore della presente legge, i titolari dei crediti di cui al comma 198 devono, a pena di decadenza proporre domanda di ammissione del credito, ai sensi dell’articolo 58, comma 2 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, al giudice dell’esecuzione presso il tribunale che ha disposto la confisca.
200. Il giudice, accertata la sussistenza e l’ammontare del credito nonché la sussistenza delle condizioni di cui all’articolo 52 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, lo ammette al pagamento, dandone immediata comunicazione all’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. Si applicano le disposizioni di cui all’articolo 666 commi 2, 3, 4, 5, 6, 8 e 9 del codice di proceduta penale. La proposizione dell’impugnazione non sospende gli effetti dell’ordinanza di accertamento. Il decreto con cui sia stata rigettata definitivamente la richiesta proposta ai sensi del comma precedente è comunicato, ai sensi dell’articolo 9 del decreto legislativo n. 231 del 2007, alla Banca d’Italia.