Decesso del lavoratore autonomo ed omesso versamento dei contributi previdenziali. Posizione dei superstiti.

Cassazione civile, sez. lavoro, 12 settembre 2008, n. 23569

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 Decesso del lavoratore autonomo ed omesso versamento dei contributi previdenziali. Posizione dei superstiti.

In caso di morte del lavoratore autonomo che abbia omesso di versare i contributi i superstiti hanno in ogni caso diritto alla rendita jure proprio, mentre sono tenuti a pagare i contributi solo se siano eredi e gli stessi non siano prescritti.

«…quando un lavoratore autonomo muoia senza avere versato i contributi, si hanno due conseguenze per i superstiti: gli stessi, se eredi, sono tenuti a pagare i contributi omessi secondo le norme del diritto successorio; il loro diritto alla rendita, costituendo un diritto iure proprio e non iure hereditatis, non può essere subordinato all’inadempimento da parte del de cuius dell’obbligazione contributiva: se i contributi non sono prescritti rientra nella facoltà dei superstiti versare anche spontaneamente gli stessi.
Lo stesso principio vale per le prestazioni ai superstiti di lavoratori autonomi a carico dell’INPS. Da un lato l’Istituto può ottenere dai superstiti, se eredi, il pagamento dei contributi omessi dal dante causa, dall’altro i superstiti, per far valere il loro autonomo diritto alla pensione indiretta, possono far accertare l’espletamento di attività soggetta ad assicurazione obbligatoria da parte del dante causa e provvedere, in caso di accertamento positivo, al pagamento dei contributi non prescritti».

Testo integrale della sentenza:

Cassazione civile, sez. lavoro, 12 settembre 2008, n. 23569