Dieta dell’istruttore della palestra ed esercizio abusivo della professione

Cassazione penale, sez. VI, 28 aprile 2017, n. 2028

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 Dieta dell’istruttore della palestra ed esercizio abusivo della professione

Commette esercizio abusivo della professione l’istruttore della palestra che prescrive una dieta privo di qualifiche come biologo dietista, medico o farmacista.

Commette esercizio abusivo della professione l’istruttore della palestra che, privo di qualifiche come biologo dietista, medico o farmacista, prescrive diete agli utenti del centro sportivo.
Il fatto che i programmi alimentari consigliati siano diretti a persone sane e con finalità non curativa ma solo di aumentare la performance muscolare, non esclude la fattispecie di esercizio abusivo della professione.
L’individuazione di dei bisogni alimentari dell’uomo attraverso la predisposizione di schemi fissati per il singolo individuo, con rigide previsioni e prescrizioni, è di competenza del biologo nutrizionista o di altre categorie professionali quali medici, farmacisti, dietisti, per le quali è comunque prescritta l’acquisizione di una specifica abilitazione. Mai, proprio per le ricadute in termini di salute pubblica che tali prescrizioni assumono, le stesse possono essere effettuate da persone che siano prive di competenza in tema sanitario, quali semplici istruttori di palestra.
La predisposizione di diete o programmi alimentare da parte di istruttori di palestra privi delle suddette qualifiche integra quindi il reato di esercizio abusivo della professione di cui all’art. 348 c.p..