Divieto di caccia da veicoli o natanti.

Cassazione penale, sez. III, 18 novembre 2008, n. 42888

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 Divieto di caccia da veicoli o natanti.

L’art. 21 della legge sulla caccia (L. 157/1992) tra gli altri divieti prevede, alla lettera i) quello di “cacciare sparando da veicoli a motore o da natanti o da aeromobili”.
Per la violazione del divieto di caccia da veicoli o natanti  non occorre tuttavia l’esplosione di colpi dell’arma da fuoco dall’interno del veicolo o del natante, essendo sufficiente il solo appostamento in attesa di sparare allorché la selvaggina sia avvistata e sia venuta a tiro.
In realtà, il termine “cacciare” – precisa la Corte – indica l’esercizio venatorio comunque effettuato: il vagare alla ricerca della selvaggina, l’attirarla mediante richiami, l’appostarsi attendendone il passaggio, e tutto ciò indipendentemente dall’avere ancora sparato.
La norma di cui si tratta intende vietare l’esercizio venatorio consistente nell’appostarsi in un’autovettura o altro veicolo a motore al fine di sparare dall’interno, predisponendosi allo sparo una volta avvistata la selvaggina, ed a prescindere dall’effettivo uso dell’arma, essendo sufficiente la sola eventualità dello sparo. Ragionando diversamente dovrebbe consentirsi al cacciatore, appostato nella vettura o nel natante, una volta che la preda sia venita a tiro, di uscire allo scoperto giusto un attimo prima e quindi sparare.