Edificio pericoloso: responsabilità penale dell’amministratore di condominio.

Cassazione penale, sez. IV, 23 novembre 2015, n. 46385

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 Edificio pericoloso: responsabilità penale dell’amministratore di condominio.

Edificio pericoloso: l’amministratore di condominio rischia la responsabilità penale.

In caso di danni derivanti dalla cattiva manutenzione dell’immobile (nella fattispecie lesioni personali subite da un minorenne colpito da pezzi di intonaco caduti da un palazzo) l’amministratore di condominio rischia la responsabilità penale.
L’amministratore di condominio assume infati una posizione di garanzia ope legis, derivante dalle norme civilistiche che gli attribuiscono la competenza ad eseguire tutti i necessari atti di gestione e manutenzione delle parti comuni di un edificio.
Sull’amministratore grava l’obbligo di cui all’art. 40 cod. pen. ovvero quello di attivarsi al fine di rimuovere la situazione di pericolo per l’incolumità del terzi (nel caso di specie il pericolo di caduta calcinacci a causa dalla vetustà del rivestimento dell’edificio condominiale) in quanto il “non impedire un evento che si ha l’obbligo giuridico di impedire equivale a cagionarlo”.
L’obbligo di eliminare le situazioni di pericolo non è peraltro subordinato alla preventiva deliberazione dell’assemblea condominiale. Il disposto dell’art. 1130 c.c., n. 4 (secondo cui l’amministratore compiere gli atti conservativi relativi alle parti comuni dell’edifici), viene interpretato dalla giurisprudenza di legittimità nel senso che sull’amministratore grava il dovere di attivarsi a tutela dei diritti inerenti le parti comuni dell’edificio, a prescindere da specifica autorizzazione dei condomini ed a prescindere che si versi nel caso di atti cautelativi ed urgenti (così le richiamate sentenze di questa sez. 4 n. 3959/2009 e n. 6757/1983).

Testo integrale della sentenza:

Cassazione penale, sez. IV, 23 novembre 2015, n. 46385