Equo indennizzo agli eredi del lavoratore deceduto

Cassazione civile, sez. lavoro, 11 ottobre 2007, n. 21332

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 Equo indennizzo agli eredi del lavoratore deceduto

Il diritto degli eredi all’equo indennizzo del lavoratore deceduto è subordinato alla presentazione della domanda da parte dell’interessato.

«Titolare dell’indennizzo è il dipendente che ha subito la menomazione, mentre ai suoi aventi causa esso spetta iure successionis e non iure proprio, atteso che costoro, anche se suoi congiunti stretti, dalla morte del lavoratore risentono un danno solo indiretto. Presupposto per la concessione dell’equo indennizzo è, dunque, la domanda avanzata dall’interessato entro il termine perentorio previsto dall’art. 4 del predetto decreto ministeriale.[…]

Considerato che la giurisprudenza di questa Corte ha precisato che per i ferrovieri, al pari che per i dipendenti civili dello Stato, la concessione dell’equo indennizzo consta di un procedimento articolato in due fasi distinte, dirette la prima al riconoscimento della causa di servizio e la successiva al riconoscimento dell’equo indennizzo, con distinti ed autonomi termini per la domanda di concessione della causa di servizio e per la domanda di corresponsione dell’equo indennizzo (Cass. 7.10.04 n. 20007 e 28.11.01 n. 15059), deve ritenersi che deve essere il dipendente a chiedere personalmente – nel rispetto del termine di decadenza – quantomeno l’accertamento della causa di servizio. Ove il dipendente abbia soddisfatto quest’onere, nel caso intervenga il decesso, le fasi successive potranno essere attivate dai suoi aventi causa, ai sensi della disposizione dello stesso art. 4, comma 3, per la quale la domanda può essere proposta, con le modalità più sopra previste (ovvero previste dal comma 1), anche dagli aventi causa del dipendente o del pensionato deceduto».