Esame di avvocato: il giudizio numerico è sufficiente

TAR Toscana, 2 luglio 2007, n. 1005

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 Esame di avvocato: il giudizio numerico è sufficiente

Prove scritte esame di avvocato: il giudizio conferito ai candidati sulle prove scritte non necessita di motivazione ulteriore rispetto al voto numerico

Diversamente dai pubblici concorsi, in materia di esami di abilitazione, qual è quello per l’esercizio della professione di avvocato, il giudizio conferito ai candidati sulle prove scritte non necessita di motivazione ulteriore rispetto al voto numerico ed inoltre, per insuperabili ragioni organizzative, non occorre che risulti, dai verbali della Commissione, il tempo dedicato all’esame di ciascun elaborato.

«La giurisprudenza del Consiglio di Stato in materia di sufficienza dei giudizi con voto numerico si è evoluta relativamente ai pubblici concorsi, ritenendo ormai necessario che il voto sia accompagnato da una sommaria motivazione verbale o da segni sugli elaborati scritti indicativi del giudizio, ovvero sia preceduto dalla predisposizione di criteri di giudizio che disaggreghino il voto complessivo in punteggi relativi a diversi elementi di valutazione.
In materia di prove di abilitazione – delle quali in concreto si controverte – ove non occorre svolgere alcuna attività comparativa, invece, l’orientamento giurisprudenziale risalente del C.d.S. secondo il quale il giudizio non abbisogna di una motivazione ulteriore rispetto al voto numerico, non occorrendo valutazioni in ordine ad un’istruttoria come avviene per i provvedimenti – è consolidato (cfr. C.d.S., IV, n. 727/93) ed il T.A.R. non ritiene di doversene discostare, conformemente al suo prevalente orientamento (cfr. T.A.R. Toscana n. 5187/03)»

Testo integrale della sentenza:

TAR Toscana, 2 luglio 2007, n. 1005