Più istanze di sanatoria per il medesimo complesso edilizio richiedono un esame contestuale.

Consiglio di Stato, sez. VI, 6 giugno 2012, n. 3330

898
0.00 / 5 - 0 voti

In caso d’istanza di condono, l’intervento realizzato abusivamente deve essere conforme agli strumenti della pianificazione territoriale, agli atti di governo, nonché al regolamento edilizio vigenti, sia al momento della realizzazione dell’opera che al momento della presentazione della domanda.
Peraltro, ai fini della razionalità dell’azione amministrativa e del rispetto del principio costituzionale di buon andamento, l’Amministrazione comunale deve esaminare contestualmente l’eventuale pluralità di istanze di sanatoria prodotte in riferimento a un medesimo complesso edilizio, e ciò al fine precipuo di contrastare, ove ne ricorra il caso, artificiose frammentazioni che, in luogo di una corretta qualificazione unitaria dell’abuso e di una conseguente identificazione unitaria del titolo edilizio che sarebbe stato necessario o che può ora essere rilasciato, prospettino una scomposizione virtuale dell’intervento finalizzata all’elusione dei presupposti e dei limiti di ammissibilità della sanatoria stessa.
La valutazione dell’abuso edilizio presuppone, dunque, una visione complessiva e non atomistica dell’intervento giacché il pregiudizio recato al regolare assetto del territorio deriva non dal singolo intervento ma dall’insieme delle opere realizzate nel loro contestuale impatto edilizio.

Massima tratta da: Lexambiente.it