L’espatrio del figlio minore è impedito dalla revoca del consenso prestato dal genitore al momento dell’emissione del passaporto.

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Il consenso che rilasciato dal genitore del minore al momento dell’emissione del documento per l’espatrio non è affatto irretrattabile atteso che la natura dei rapporti tra genitori e figli è soggetta a mutamenti in dipendenza dei più diversi fattori, per cui non può essere configurata una situazione per cui il consenso espresso in una determinata contingenza all’espatrio di un minore deve permanere inalterato nel tempo.
Ne deriva la legittimità della revoca da parte della questura del passaporto rilasciato al figlio minorenne a fronte del parere negativo manifestato successivamente dal genitore.
Il Collegio ha inoltre sottolineato il carattere di urgenza rivestito dalla misura della revoca del passaporto:
«la fattispecie in esame si inserisce tra quelle per le quali l’urgenza di provvedere è nell’ordine delle cose, posto che la volontà di trasferire un minore all’estero, al fine di sottrarlo alla possibilità di contatto con il genitore residente in Italia può essere scongiurata solo con l’adozione della revoca immediata dell’autorizzazione all’espatrio
La situazione che si verifica dopo l’impugnata revoca del consenso da parte di uno dei genitori non è poi irreparabile, posto che colui che intende portare con sé il minore all’estero deve solo munirsi del provvedimento del giudice tutelare, ed riottenere con ciò il passaporto»
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