Neonato con fecondazione eterologa all’estero: non si configura il reato di alterazione di stato

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Il reato di alterazione di stato, previsto dall’art. 567 del Codice Penale, prevede la pena della reclusione da tre a dieci anni per chiunque, mediante la sostituzione di un neonato, ne altera lo stato civile.
La pena è elevata da cinque a quindici anni nel caso in cui, nella formazione di un atto di nascita, venga alterato lo stato civile di un neonato, mediante false certificazioni, false attestazioni o altre falsità.
Con particolare riguardo alla fattispecie prevista dal secondo comma è necessaria un’attività materiale di alterazione, che costituisca un quid pluris rispetto alla mera falsa dichiarazione, e si caratterizzi per l’idoneità a creare una falsa attestazione, con attribuzione al figlio di una diversa discendenza, in conseguenza dell’indicazione di un genitore diverso da quello naturale (Sez. 6, n. 47136 del 17/09/2014, P, Rv. 260996).
La condotta deve quindi comportare un’alterazione destinata a riflettersi sulla formazione dell’atto di nascita per cui il reato di alterazione di stato non si configura in relazione alle false dichiarazioni incidenti sullo stato civile di una persona, rese quando l’atto di nascita è già formato.
Nel caso di specie, la S.C. ha confermato l’assoluzione, per il reato di cui all’art. 567 c.p.. di due coniugi, divenuti genitori facendo ricorso a tecniche di maternità surrogata in Ucraina (materia disciplinata in Italia dalla Legge 40/2004), non rilevando alcuna alterazione dello stato civile del minore nell’atto di nascita, essendo stato, detto atto di nascita, redatto in modo pienamente legittimo alla stregua della normativa vigente in Ucraina.
Ai sensi del D.P.R. n. 396 del 2000, art. 15, le dichiarazioni di nascita relative a cittadini italiani (e tale è il minore, in quanto figlio di padre italiano: L. n. 91 del 1992, art. 1, comma 1, lett. a)) nati all’estero sono rese all’autorità consolare (comma 1) e devono farsi secondo le norme stabilite dalla legge del luogo alle autorità locali competenti, se ciò è imposto dalla legge stessa.
In questi casi, copia dell’atto è inviata senza indugio, a cura del dichiarante, all’autorità diplomatica o consolare (comma 2).
Nella fattispecie il certificato di nascita è stato redatto alla stregua della legge locale e in corrispondenza della situazione assunta come rilevante da quest’ultima.