Nel giudizio abbreviato l’imputato può rendere dichiarazioni spontanee o chiedere di rendere interrogatorio

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L’imputato, nell’ambito del giudizio abbreviato, ha diritto a rendere dichiarazioni spontanee e ad essere sottoposto ad esame , anche se la relativa domanda non è stata da lui formulata al momento della scelta del rito in questione.
“L’accettazione del giudizio allo stato degli atti, se implica rinuncia al diritto di difendersi provando, non comporta invece compressione del diritto di autodifesa di cui l’interrogatorio costituisce principale espressione” (Cassazione, Sezione quinta, 19103/04, Pirro).
Al riguardo va considerato che l’articolo 441, comma 1, c.p.p., non esclude espressamente l’applicabilità dell’articolo 421 c.p.p. ma solo ed espressamente gli articoli 422 e 423 c.p.p., e che linterrogatorio è atto compatibile con qualsiasi procedimento, salvo quello a contraddittorio eventuale e posticipato».
Il rigetto della richiesta dell’imputato di rendere dichiarazioni spontanee o di rendere interrogatorio determina una nullità relativa, e non assoluta, cosicché la stessa deve essere immediatamente eccepita ai sensi dell’art. 182, comma 2, cod. proc. pen. (Cassazione penale sez. III, 02/10/2013, n.47108 relativamente al rigetto della richiesta di interrogatorio e Cassazione penale sez. I, 25/09/2018, n.50430 relativamente al rigetto della richiesta di rendere dichiarazioni spontanee).