Gratuito patrocinio, l’avvocato va liquidato anche in caso di accordo transattivo

Cassazione civile, sez. II, 11 aprile 2019, n. 10187

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 Gratuito patrocinio, l’avvocato va liquidato anche in caso di accordo transattivo

Il difensore della parte ammessa al patrocinio a spese dello Stato ha diritto alla liquidazione degli onorari anche se la causa è cancellata dal ruolo per accordo raggiunto tra le parti

Il difensore ha diritto al compenso alla liquidazione degli onorari anche se la lite, che riguarda il cliente ammesso al gratuito patrocinio, viene cancellata dal ruolo in seguito a un accordo raggiunto tra le parti. A sostenerlo è la Cassazione che ha accolto il ricorso di un legale, che si era visto respingere dal giudice di pace la richiesta per ottenere il compenso. La Suprema Corte rammenta che solo la revoca ha come effetto quello di ripristinare l’obbligo della parte assistita in giudizio di sopportare personalmente le spese della sua difesa, restando immutato il rapporto di rappresentanza e difesa nel processo che si fonda sulla designazione del difensore da parte del soggetto precedentemente ammesso al patrocinio a spese dello Stato.
«L’ammissione al patrocinio a spese dello Stato, pertanto, fino a quando non sia revocato, continua, pur in caso di composizione della lite, a produrre i suoi effetti, come in precedenza descritti, vale a dire l’obbligo dell’erario di procedere all’anticipazione degli onorari e delle spese dovuti al difensore, il quale, pertanto, ha il diritto alla relativa liquidazione: allo Stato, piuttosto, spetta il diritto al relativo recupero, ove ne sussistano le condizioni».

Testo integrale della sentenza:

Cassazione civile, sez. II, 11 aprile 2019, n. 10187