Gratuito patrocinio: le omesse o false dichiarazioni costituiscono sempre reato

Cassazione penale, sez. IV, 16 aprile 2019, n. 20836

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 Gratuito patrocinio: le omesse o false dichiarazioni costituiscono sempre reato

Il delitto di cui all’art. 95 del d.P.R. n. 115 del 2002 è integrato dalle false indicazioni o dalle omissioni, anche parziali, dei dati di fatto riportati nella dichiarazione sostitutiva di certificazione o in ogni altra dichiarazione prevista per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato, indipendentemente dalla effettiva sussistenza delle condizioni di reddito per l’ammissione al beneficio.
“La specifica falsità nella dichiarazione sostitutiva (artt. 95 e 79 lett. c) è connessa all’ammissibilità dell’istanza e non a quella del beneficio, perché solo l’istanza ammissibile genera l’obbligo del magistrato di decidere in merito, allo stato. L’inganno potenziale, della falsa attestazione di dati necessari per determinare al momento dell’istanza le condizioni di reddito, sussiste quand’anche le alterazioni od omissioni di fatti veri risultino poi ininfluenti per il superamento del limite di reddito, previsto dalla legge per l’ammissione al beneficio”. Trattasi di reato di pericolo che “si ravvisa se non rispondono al vero o sono omessi in tutto o in parte dati di fatto nella dichiarazione sostitutiva, ed in qualsiasi dovuta comunicazione contestuale o consecutiva, che implichino un provvedimento del magistrato, secondo parametri dettati dalla legge, indipendentemente dalla effettiva sussistenza delle condizioni previste per l’ammissione al beneficio”.

Testo integrale della sentenza:

Cassazione penale, sez. IV, 16 aprile 2019, n. 20836