Per l’ammissione al gratuito patrocinio vanno computati anche i redditi dei conviventi in caso di “famiglia di fatto”.

Cassazione penale, sez. IV, 13 novembre 2012, n. 44121

435
0.00 / 5 - 0 voti

A seguito delle indagini effettuate presso i competenti uffici finanziari, il Tribunale di Brindisi rigettava l’opposizione al provvedimento di revoca di ammissione al patrocinio a spese dello Stato nei confronti di un soggetto il cui reddito imponibile, cumulato con quello della madre della sua convivente, risultava superiore a quello fissato dalla legge per accedere a tale beneficio. L’istante propone ricorso in Cassazione sostenendo che la madre della sua convivente, sebbene coabitasse con egli e con la di lei figlia, non avrebbe potuto essere considerata quale “familiare” ai sensi dell’art. 76, comma 2 ed art. 92 del d.P.R. 115/2002. La norma di cui all’art. 76 d.P.R. 115/2002 stabilisce che “…se l’interessato convive con il coniuge o con altri familiari, il reddito è costituito dalla somma dei redditi conseguiti nel medesimo periodo da ogni componente della famiglia…”, quest’ultimo termine è stato poi utilizzato dal legislatore nel successivo art. 92, ai fini dell’elevazione dei limiti del reddito per l’ammissione.
In linea con quanto già affermato da Cass. pen., sez. IV, 26 ottobre 2006, n. 109, la Corte stabilisce che il legislatore, con l’adozione di tali accezioni, abbia voluto far riferimento non ai soli familiari uniti all’istante da vincoli di parentela o affinità ma anche a quei componenti che, convivendo e contribuendo ognuno di essi, sia dal punto di vista economico che collaborativo, alla vita in comune, costituiscono il nucleo familiare. Ne discende che ai fini della determinazione del reddito di cui all’art. 76 del d.P.R. n115 del 2002, per l’ammissione al patrocinio a spese dello stato, si computano tutti i redditi dei conviventi del nucleo familiare anche in assenza di un rapporto giuridicamente rilevante tra loro, in quanto la famiglia di fatto, intesa quale realtà economico-sociale, è in grado di esprimere “caratteri ed istanze analoghe a quelle della famiglia stricto sensu intesa”.