Guida sotto effetto di stupefacenti: natura dell’accertamento biologico.

Cassazione penale, sez. IV, 4 maggio 2012, n. 16895

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«Il reato di cui all’art. 187 del codice della strada integrato dalla condotta di guida “in stato d’alterazione psico-fisica determinato dall’assunzione di sostanze” e non già dalla mera condotta di guida tenuta dopo l’assunzione di sostanze stupefacenti, sicché ai fini del giudizio di responsabilità, è necessario provare non solo la precedente assunzione di sostanze stupefacenti ma che l’agente abbia guidato in stato d’alterazione causato da tale assunzione.
Ai fini dell’accertamento del reato è dunque necessario sia un accertamento tecnico-biologico, sia che altre circostanze provino la situazione di alterazione psico-fisica.
Tale complessità probatoria si impone in quanto le tracce degli stupefacenti permangono nel tempo, sicché l’esame tecnico potrebbe avere un esito positivo in relazione ad un soggetto che ha assunto la sostanza giorni addietro e che, pertanto, non si trova al momento del fatto in stato di alterazione».

Testo integrale della sentenza:

Cassazione penale, sez. IV, 4 maggio 2012, n. 16895