Errata diagnosi di positività all’HIV, no al risarcimento del danno morale

Cassazione civile, 2 aprile 2009, sez. III, n. 7999

1969
4.50 - 79 voti
 Errata diagnosi di positività all’HIV, no al risarcimento del danno morale

Chi è stato informato erroneamente di essere contagiato dal virus dell’HIV non ha diritto al risarcimento dei danni morali.

Chi è stato informato erroneamente di essere contagiato dal virus dell’HIV non ha diritto al risarcimento dei danni morali.
Lo si evince dalla sentenza n. 7999/2009 con cui la terza sezione civile della Cassazione ha confermato la decisione della Corte d’appello di Bologna che aveva riconosciuto il risarcimento del danno biologico da parte della casa di cura e negato quello del danno morale ed esistenziale ad un uomo al quale, sottoposto a sua insaputa al test HIV in occasione di un intervento chirurgico, era stata diagnosticata la positività al virus.
Al paziente, che affermava di aver patito un schok tremendo in conseguenza della notizia errata ed in ragione del quale avanzava la richiesta risarcitoria dei danni morali ed esistenziali, solo dopo una settimana ed un’ulteriore analisi, era stato riferito che il test dell’HIV era risultato positivo per errore.
Argomentano gli ermellini: «il danno biologico era stato liquidato tenendo conto della particolarità della fattispecie concreta come il fondato timore per la propria vita, i pesanti riflessi sulla serenità familiare protrattisi sino al momento della ripetizione del test. (…) La Corte di appello con motivazione adeguata ed esente da vizi logici ha spiegato che le stesse modalità della vicenda escludono che l’uomo possa aver subito una permanente e significativa modificazione in pejus delle sue abituali condizioni di vita o che si sia verificato un qualsiasi peggioramento della serenità familiare, riconoscendogli una comprensibile, gravissima agitazione della prima settimana».