Il genitore assegnatario della casa familiare paga l’IMU

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L’assegnazione in via giudiziale dell’abitazione familiare al genitore affidatario dei figli comporta l’obbligo di pagare l’imposta comunale, liberando l’ex partner, anche in caso di convivenza di fatto.
Il soggetto passivo dell’IMU diventa quindi il genitore assegnatario, anche se quest’ultimo non sia comproprietario, con conseguente liberazione del genitore proprietario ma non assegnatario dell’immobile.
Occorre osservare al riguardo che il presupposto per l’applicazione dell’IMU è il medesimo di quello previsto dall’ICI. Perché sorga l’obbligo di pagare l’imposta è necessario che il rapporto che lega il soggetto all’immobile sia “qualificato”, riconducibile, quindi, alla proprietà, all’usufrutto o ad altro reale di godimento, o ad un’altra situazione giuridica specificatamente stabilita dalla legge come nel caso di locazione finanziarie o concessione di beni demaniali.
Pertanto, secondo la Suprema Corte, anche nelle convivenze di fatto, in presenza di figli minori nati dai due conviventi, una volta che l’immobile adibito a casa familiare è assegnato al genitore collocatario dei minori questi, anche se non proprietario dell’immobile o conduttore o comunque autonomo titolare di una posizione giuridica qualificata rispetto all’immobile, in virtù dell’affectio che costituisce il nucleo costituzionalmente protetto (ex art. 2 Cost.) della relazione di convivenza è comunque detentore qualificato dell’immobile ed esercita il diritto di godimento su di esso in posizione del tutto assimilabile al comodatario, anche quando proprietario esclusivo sia l’altro convivente.