Infortunio in itinere. La rapina avente ad oggetto il mezzo per recarsi al lavoro costituisce un evento tutelato.

Cassazione civile, sez. lavoro, 14 febbraio 2008, n. 3776

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«1. L’evoluzione della giurisprudenza in tema di comprensione della rapina nella occasione di lavoro.
[…] Cass. 13 dicembre 2000 n. 15691 ha affermato la copertura dell’infortunio subito dal gestore di un distributore di benzina (soggetto ad obbligo assicurativo quale artigiano) per effetto di una rapina perpetrata in suo danno al fine di sottrargli l’incasso della giornata, che egli custodiva presso la sua abitazione, in coincidenza con una festività.
Cass. 18 gennaio 1991 n. 430 ha affermato l’indennizzabilità dell’infortunio di un soggetto assicurato contro gli infortuni, ferito mortalmente nel corso di una rapina commessa in occasione dell’acquisto di materiale necessario per la produzione, costituente attività strettamente connessa alla prestazione di lavoro manuale.
[…]

2. l’estensione della tutela dell’infortunio in itinere
Secondo un orientamento della giurisprudenza di legittimità che il Collegio condivide, la condotta deve avere nell’infortunio in itinere una valutazione più rigorosa che nell’infortunio sul lavoro (Cass. 6 agosto 2003 n. 11885, Cass. 18 marzo 2004 n. 5525), ma ciò attiene al comportamento volontario del lavoratore, non all’evento della rapina, che rimane, per il lavoratore, un fatto accidentale ed imprevedibile.

3. infine l’evoluzione della nozione di rischio assicurato.
Alla luce dell’art. 38, come interpretato dalla Corte costituzionale, questa Corte ha ripetutamente precisato il significato normativo degli artt. 1 e 2 D.P.R. 30 giugno 1965 n. 1124, nel senso che il requisito della tipicità va riferito alla situazione lavorativa protetta, non al nesso eziologico tra singola causa lesiva e lesione (Cass. 13 ottobre 1992 n. 11172), affermando che il requisito dell’occasione di lavoro implica la rilevanza di ogni esposizione a rischio ricollegabile allo svolgimento dell’attività lavorativa in modo diretto o indiretto, con il solo limite del rischio elettivo (Cass. 5 maggio 1998 n. 4535; Cass. 23 agosto 1997 n. 7918; Cass. 17 dicembre 1988 n. 12652) o della totale estraneità del rischio – che non si richiede essere tipico o normale – all’attività lavorativa (Cass. 23 agosto 1997 n. 7918; Cass. 25 maggio 1997 n. 4557).
Una volta inserito l’infortunio in itinere nella nozione di occasione di lavoro e tra le attività protette consequenziali al rischio assicurato, – prima dalla giurisprudenza pretoria e poi dall’art. 12 d.lgs. 23 febbraio 2000, n. 38, che ha novellato l’art. 2 D.P.R. 30 giugno 1965, n. 1124 in tema di occasione di lavoro, rilevano gli eventi dannosi, anche se imprevedibili ed atipici, indipendenti dalla condotta volontaria dell’assicurato.

Il possesso di un bene patrimoniale, quale strumento necessario attraverso il quale si realizza l’iter protetto, suscettibile di essere oggetto di rapina, costituisce il criterio di collegamento con l’iter che rende l’evento in questione tutelabile».

(estratto della sentenza)