Intercettazioni: la prova è la registrazione audio non la sua trascrizione

Cassazione penale, sez. VI, 28 marzo 2018, n. 24744

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 Intercettazioni: la prova è la registrazione audio non la sua trascrizione

Costituisce pacifico principio di diritto in tema di intercettazioni di conversazioni telefoniche o ambientali che la prova è costituita dalle bobine e dai verbali, sicché il giudice può utilizzare il contenuto delle intercettazioni indipendentemente dalla trascrizione, che costituisce la mera trasposizione grafica del loro contenuto, procedendo direttamente al loro ascolto (Sez. 6, n. 13213 del 15/03/2016, Giorgini e altri, Rv. 266775).
Ne discende che, ai fini della utilizzazione delle registrazioni delle conversazioni monitorate dagli inquirenti, non è necessario disporre perizia, potendo il giudice conoscere la prova mediante il diretto ascolto e, dunque, porre le informazioni acquisite con tali modalità a base della propria decisione.
Ed invero, identificandosi la prova nella registrazione, rientra nei poteri discrezionali del giudice del dibattimento di scegliere le modalità operative dell’istruttoria e, quindi, di valutare se sia necessario disporre la perizia ovvero se sia sufficiente l’ascolto delle registrazioni delle comunicazioni intercettate in dibattimento oppure in camera di consiglio, potendo le parti ascoltare dette registrazioni – costituenti prove legittimamente acquisite nel dibattimento utilizzabili ai fini della decisione – e farne eseguire la trasposizione su nastro magnetico, così da sottoporre al giudice le proprie osservazioni (Sez. 1, n. 604 del 25/11/2008 – dep. 2009, Alfieri, Rv. 243176; Sez. 3, n. 36350 del 23/03/2015, Bertini e altri, Rv. 26563).
Ne deriva che non possono essere posti a base della decisione assunta all’esito del giudizio ordinario prove che non siano formate e/o acquisite nel contraddittorio dibattimentale, salvo che non vi sia un consenso espresso dell’imputato all’utilizzazione ai fini del giudizio di penale responsabilità. In particolare, non possono entrare a comporre il materiale utilizzabile ai fini della decisione gli atti assunti o compiuti nel corso delle indagini e, segnatamente, le trascrizioni informali compiute dalla P.G. deputata all’ascolto delle intercettazioni, id est i c.d. brogliacci.

Testo integrale della sentenza:

Cassazione penale, sez. VI, 28 marzo 2018, n. 24744