Non sussiste l’interesse all’impugnazione degli atti della gara in capo al concorrente legittimamente escluso

TAR Abruzzo Pescara, sez. I, 19 marzo 2009, n. 182

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 Non sussiste l’interesse all’impugnazione degli atti della gara in capo al concorrente legittimamente escluso

Un concorrente legittimamente escluso da una gara di appalto non può impugnarne l’esito, non potendo egli vantare, rispetto al bene della vita sul quale la procedura verte, alcun’altra posizione che non sia quella di un mero interesse di fatto del tutto privo di rilevanza e tutela giuridica.
Nello specifico, il Collegio ha ritenuto che debba ritenersi esclusa, in questi casi, l’esistenza dell’interesse strumentale al gravame proiettato verso un’auspicata reiterazione delle operazioni concorsuali.
La giurisprudenza amministrativa ha più volte chiarito che “la legittimità esclusione di un concorrente conclude, per lui, definitivamente il procedimento di gara e la sua posizione rispetto al bene della vita su cui verte la procedura non assume altra configurazione che quella di interesse di fatto, del tutto privo di rilevanza e tutela giuridica, atteso che è la partecipazione alla gara che costituisce il fatto legittimante che radica nel concorrente l’interesse ad impugnarne l’esito” (Cons. Stato, Sez. V, 30 agosto 2006 n.5067), e ciò neppure sotto il profilo dell’interesse strumentale, avendo, anche in questo caso, il soggetto legittimamente escluso un interesse di mero fatto alla sua rinnovazione, allo stesso modo di qualunque altro soggetto (Cons. Stato, Sez. V, 13 settembre 2005 n. 4692).

Testo integrale della sentenza:

TAR Abruzzo Pescara, sez. I, 19 marzo 2009, n. 182