Inutilizzabile la registazione effettuata dalla persona offesa con strumenti forniti dalla polizia giudiziaria

Cassazione penale, sez. IV, 11 luglio 2017, n. 48084

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 Inutilizzabile la registazione effettuata dalla persona offesa con strumenti forniti dalla polizia giudiziaria

È inutilizzabile, anche nel giudizio abbreviato, in assenza di un provvedimento motivato di autorizzazione del giudice o di decreto dispositivo del pubblico ministero, la registrazione di una conversazione tra l’imputato e la persona offesa, occultamente effettuata da quest’ultima, d’intesa con la polizia giudiziaria e attraverso strumenti di dalla stessa forniti.
«In tal modo si realizza un surrettizio aggiramento delle regole che impongono strumenti tipici per comprimere la segretezza delle comunicazioni, costituzionalmente protetta (Cass., Sez. 6, n. 44128 del 6/11/2008, Rv. 241610; Sez. 5, n. 6947 dell’11/5/2000, Caputo). In questa prospettiva, Corte cost., 4/12/2009, n. 320, ha dichiarato inammissibile la questione di legittimità costituzionale degli artt. 234 e 266 cod. proc. pen. nella parte in cui tali norme includono fra i documenti, anziché tra le intercettazioni, le registrazioni di conversazioni, telefoniche o tra presenti, effettuate da uno degli interlocutori, all’insaputa degli altri, d’intesa con la polizia giudiziaria ed eventualmente con strumenti da essa forniti. La Corte costituzionale ha invitato quindi il giudice a valutare, ove ritenga che l’attività investigativa in questione contrasti con diritti fondamentali, la praticabilità di una soluzione analoga, mutatis mutandis, a quella adottata da Sez. U., n. 26795 del 28/3/2006, Prisco (Rv. 234267), in materia di videoregistrazioni. Con quest’ultima pronuncia, le Sezioni unite hanno condivisibilmente stabilito che occorre un apposito provvedimento dell’autorità procedente (pubblico ministero o giudice) per l’effettuazione di videoriprese che, pur non comportando intrusione domiciliare, possano violare la riservatezza personale (come, ad esempio,le riprese effettuate dalla polizia giudiziaria in un bagno pubblico). A seguito di tale pronuncia, sono state ritenute inutilizzabili, in giurisprudenza, in assenza di un provvedimento motivato di autorizzazione dell’Autorità giudiziaria procedente, le registrazioni di conversazioni, telefoniche o tra presenti, effettuate da uno degli interlocutori, all’insaputa degli altri, d’intesa con la polizia giudiziaria ed eventualmente con strumenti da essa forniti, non essendo applicabili le disposizioni relative alle intercettazioni ed essendo sufficiente un intervento di garanzia minore da parte dell’autorità giudiziaria, che può essere costituito anche da un decreto del p.m. (Cass., Sez. 6, n. 23742 del 7/4/2010, Rv. 247384).
Nel caso di specie, la registrazione del colloquio è avvenuta, ad opera della D.F., d’intesa con i Carabinieri, come emerge dalle trascrizioni relative alle dichiarazioni rese dalla persona offesa ed allegate al ricorso (p. 17), senza che risulti l’emanazione, da parte del pubblico ministero, di apposito decreto motivato. Essa è, quindi, inutilizzabile. Trattandosi di inutilizzabilità patologica, essa rileva anche nel giudizio abbreviato (Sez. U., 21/6/2000, Tammaro, Rv, 216246)».

Massima tratta da: Estratto della sentenza

Testo integrale della sentenza:

Cassazione penale, sez. IV, 11 luglio 2017, n. 48084