Investimento di pedone ubriaco e responsabilità per omicidio colposo

Cassazione penale, sez. IV, 13 luglio 2007, n. 27740

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Al conducente è sempre richiesta la massima attenzione nella guida tanto che l’investimento di un pedone ubriaco non esclude di per sé gli estremi del reato di omicidio colposo se il conducente non prova la oggettiva impossibilità di avvistare il pedone e di osservarne i movimenti, attuati in modo rapido ed inatteso.

«In primo luogo, il conducente è tenuto a vigilare al fine di avvistare il pedone.

L’avvistamento del pedone implica la percezione di una situazione di pericolo, in presenza della quale ogni conducente è tenuto a porre in essere una serie di accorgimenti (in particolare, moderare la velocità e, all’occorrenza, arrestare la marcia del veicolo), al fine di prevenire il rischio di un investimento.
Circa i doveri di attenzione del conducente tesi ad avvistare il pedone, si è sottolineato che grava sul conducente l’obbligo di ispezionare continuamente la strada che sta per impegnare, mantenendo un costante controllo del veicolo in rapporto alle condizioni della strada stessa e del traffico e di prevedere tutte quella situazioni che la comune esperienza comprende, in modo da non costituire intralcio o pericolo per gli altri utenti della strada (v. Sez. 4^, 2 marzo 2007, Basta; 23 gennaio 2007, Tassi e 13 ottobre 2005, Tavoliere).
Al fine di escludere la responsabilità del conducente è, perciò, necessario che lo stesso sia trovato, per motivi estranei ad ogni suo obbligo di diligenza, nella oggettiva impossibilità di avvistare il pedone e di osservarne i movimenti, attuati in modo rapido ed inatteso; occorre, inoltre che nessuna infrazione alla norme della circolazione stradale ed a quelle di comune prudenza sia riscontrabile nel suo comportamento (v. le citate sentenze Sez. 4^)»

Nella fattispecie i giudici dell’appello, all’esito della valutazione degli elementi acquisiti, hanno ritenuto di attribuire rilievo nel determinismo causale dell’evento alla imprudenza e negligenza dell’imputato, il quale, pur avendo avvistato il pedone (che come ammesso dallo stesso imputato, essendo ubriaco, percorreva il margine della strada con andatura barcollante), non ovviava alla situazione di pericolosità, arrestando l’autovettura o riducendo la velocità, in modo da rendere possibile l’arresto in caso di improvvisa invasione della carreggiata da parte di una persona manifestante segni di non adeguato controllo della propria persona.